iPhone Duo è il nuovo dispositivo pieghevole presentato da Apple, descritto come grande quanto un passaporto e pensato per essere utilizzabile con una sola mano. “Un nuovo design per valorizzare cosa ti serve”, ha affermato il ceo della società di Cupertino, John Ternus, durante la presentazione. Gli analisti presenti al lancio hanno subito messo in relazione l’ingresso di Apple con le dinamiche competitive del settore, già presidiate da marchi come Samsung e Huawei.
Il design e il formato dell’iPhone Duo
Il dispositivo è stato illustrato come un cambiamento significativo del design del melafonino: si tratta, nelle parole dell’azienda, del primo vero cambiamento importante a quasi vent’anni dal lancio del primo iPhone del 9 gennaio 2007 con protagonista Steve Jobs. La dimensione paragonata a un passaporto e la facilità d’uso con una mano sono state presentate come caratteristiche chiave del prodotto. Nel corso della presentazione Apple ha posto l’accento sulla funzionalità quotidiana e sull’adattamento dell’interfaccia al formato pieghevole.
Il pezzo è stato accompagnato da una dichiarazione diretta del management: la frase di John Ternus è stata riportata integralmente come parte del lancio, a sottolineare l’intento di rendere più pratico l’accesso alle funzioni essenziali. Non sono stati forniti dettagli numerici sulla capacità di produzione iniziale oltre all’indicazione, condivisa dagli analisti, che i volumi di avvio saranno contenuti. Nel materiale illustrativo Apple non ha modificato la denominazione commerciale del prodotto: il nome sul palco è stato confermato come iPhone Duo, con le specifiche tecniche e i prezzi che saranno comunicati al momento della commercializzazione.
Previsioni di mercato
Secondo le analisi di Counterpoint Research, citate il giorno della presentazione, l’ingresso di Apple nel segmento dei dispositivi a libro potrebbe essere “forte”. Gli analisti hanno ipotizzato che Apple potrebbe rapidamente conquistare il 25% del segmento, pur con volumi iniziali limitati. L’analista Tarun Pathak ha spiegato che i dispositivi ‘foldable’ “rappresentano ancora una quota molto ridotta del mercato complessivo degli smartphone: vi è dunque ampio margine affinché questa categoria cresca ben oltre gli attuali volumi”.
Counterpoint colloca al primo posto Samsung con il 38%, seguita — nello scenario illustrato dagli analisti — da Apple al secondo posto con il 25% ipotetico e da Huawei al terzo con il 22%, definita “un attore chiave in Cina grazie a una vasta gamma di modelli”. I ricercatori sottolineano che oggi i dispositivi a libro rappresentano circa il 2% del mercato complessivo degli smartphone, ma le spedizioni globali dei pieghevoli sono attese in aumento: le stime citate prevedono che le spedizioni globali raggiungano i 100 milioni di unità entro fine 2026 e che le consegne crescano del 37% su base annua nel 2027.
La ricercatrice Liz Lee ha aggiunto che “la disponibilità iniziale del primo iPhone pieghevole di Apple sarà inevitabilmente limitata durante la fase di avvio della produzione” e che, nonostante la finestra di vendita ridotta, Counterpoint prevede comunque che Cupertino possa posizionarsi direttamente al secondo posto. Lee ha osservato inoltre che il vero elemento distintivo per il mercato dei pieghevoli sarà l’esperienza utente, capace di aprire nuovi scenari d’uso tra produttività e fruizione di contenuti, pur riconoscendo che i prezzi rimangono significativamente superiori rispetto agli smartphone tradizionali e che l’adozione di massa richiederà ancora qualche anno.
Concorrenti
Oltre ai nomi già presenti sul mercato, Counterpoint segnala il prossimo lancio dello Xiaomi 18 Fold e indica che anche Motorola, Honor, Google, vivo e Oppo stanno lavorando a nuovi modelli a libro, inclusi formati più ampi. Le valutazioni degli analisti, quindi, combinano la novità del prodotto Apple con un quadro competitivo in rapida evoluzione e con previsioni di crescita delle spedizioni nei prossimi anni.
Le spedizioni globali di dispositivi pieghevoli dovrebbero raggiungere i 100 milioni di unità entro fine 2026, secondo le proiezioni citate dai ricercatori.
