“Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027-2037“. Il documento decennale firmato da Futuro Nazionale e Vannacci raccoglie una serie di punti che stanno facendo molto discutere. Si va dall’abolizione della fattispecie di reato per il femminicidio, con uno “stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle categorie”, tesi su cui l’ex generale insiste da tempo, fino all’introduzione del concetto di “patriarcato mediterraneo“.
Una proposta lanciata per scardinare il modello culturale della sinistra, ritenuto fallimentare e responsabile, secondo il testo, tra le altre cose, dell’aumento della violenza sulle donne. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di favorire e promuovere la crescita di “maschi forti”, capaci di padroneggiare istinti ed avere autocontrollo.
Il commento di Roberta Bruzzone: “Paternalismo con la mimetica”
Tesi, queste, che hanno scatenato la reazione immediata di Roberta Bruzzone. In un intervento su Instagram, pubblicato sul suo profilo, la criminologa ha smontato la linea del partito di estrema destra, bollando come “oltre il grottesco” il tentativo di affidare al patriarcato la formazione di maschi “protettori”.
L’analisi della psicologa forense va dritta al cuore del problema: “Nel programma di Futuro Nazionale si parla di “proteggere” il patriarcato mediterraneo e di formare uomini forti capaci di “proteggere le donne”. E qui siamo già oltre il grottesco. Perché una donna adulta non ha bisogno di un maschio che la protegga.
Ha bisogno di uomini capaci di rispettarla. Il problema non è l’uomo forte. Il problema è il modello decrepito che continua a raccontare lui come il soggetto forte, razionale, protettivo e lei come quella fragile, da custodire. Tradotto: io so, io decido, io proteggo, tu hai bisogno di me”. Questa non è forza. È paternalismo con la mimetica. Ed è persino comico pensare di contrastare la violenza maschile rivalutando il patriarcato, più o meno come spegnere un incendio con la benzina“.

