Brad Pitt ha ripreso a bere in modo misurato dopo sette anni di sobrietà, come ha spiegato in un’intervista a Esquire. «Sono stato sobrio per sette anni. Poi ho ripreso a bere», ha raccontato, chiarendo che il ritorno all’alcol è «in modo più controllato» e lontano dagli eccessi.
Il messaggio è netto: niente “vecchie abitudini”, ma un rapporto diverso con il vino. Detto questo, l’attore insiste su una regola che si è dato e che non intende aggirare: evitare quantità importanti e tenere ben presente il lavoro. «Un paio di volte mi sono sentito troppo sicuro di me. Poi ho capito che non fa per me. Non in grandi quantità», ha ricordato.
Il ritorno misurato all’alcol
L’equilibrio che descrive è pratico, non teorico. «Posso concedermi qualche bicchiere di vino. Ma non posso esagerare. Devo comportarmi in modo professionale», è la sintesi offerta nel colloquio con Esquire. Di fatto, il criterio è semplice: una concessione limitata, sotto controllo, con l’attenzione puntata sugli effetti nella vita privata e sul set. Non è un cambio d’immagine, spiega, ma un aggiustamento del proprio comportamento per restare affidabile e lucido quando serve.
Le tappe raccontate in pubblico
L’attuale impostazione arriva dopo un percorso noto. In un’intervista a GQ del 2017 l’attore aveva ammesso anni difficili con alcol e sostanze, al punto da non ricordare un giorno “pulito” dalla fine del college. Più avanti, nel 2019, ha frequentato per un anno e mezzo un gruppo degli Alcolisti Anonimi. Di quegli incontri ha parlato come di «uno spazio sicuro, dove c’era poco giudizio e quindi anche meno giudizio verso se stessi», un passaggio che per lui ha avuto un peso concreto.
Sostegni, amici, riletture
L’attore, nel 2020, ha ringraziato pubblicamente Bradley Cooper per il sostegno ricevuto lungo il percorso. Non un dettaglio di cortesia: è il riconoscimento di un aiuto che ha contato. In più, nel 2025, durante il podcast Armchair Expert di Dax Shepard, è tornato sul tema parlando della necessità di un «reboot». Ha ribadito di aver trovato nei gruppi un clima di apertura e sincerità che gli ha consentito di ripartire su basi più solide e meno impulsive.
Cosa cambia oggi
Il quadro che emerge dall’intervista non è una torsione improvvisa, ma la prosecuzione di un metodo. Bere resta possibile, entro margini stretti. La stella di riferimento è il lavoro, con la scelta dichiarata di non oltrepassare la soglia che comprometterebbe affidabilità e attenzione. Da qui l’idea di “qualche bicchiere” e non oltre, soprattutto di vino, e l’impegno a verificare sempre l’impatto sulle giornate e sugli impegni professionali. Nell’intervista a Esquire Pitt ribadisce infatti che si concede un consumo limitato e controllato, evitando gli eccessi e mantenendo un approccio dichiaratamente professionale.
