È iniziato ieri, 8 agosto, il Fringe Festival di Edimburgo, e c’è già uno spettacolo che sta facendo molto discutere. Tra i titoli in cartellone spicca “Cartwheel“, il monologo comico con cui Amanda Knox racconta e ripercorre la propria storia giudiziaria. L’arresto, il carcere, l’assoluzione arrivata dopo anni di accuse e processi per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa trovata morta a Perugia nel 2007. Lo show è in programma fino al 17 agosto con undici repliche, e il debutto di ieri sera ha già registrato il sold-out. Un successo forse prevedibile, che cresce di pari passo con le polemiche.
L’attacco della sorella di Meredith
A parlare per prima è stata Stephanie Kercher, che alla Bbc ha bocciato senza mezzi termini la scelta di Amanda. Ha parlato di un dolore familiare ancora “immenso” a distanza di quasi vent’anni, e ha chiesto alla Knox di provare a immedesimarsi, di pensare a cosa proverebbe se accadesse alla propria sorella. In un’altra intervista, concessa allo Scotsman, è arrivata a dire che il dolore della sua famiglia è stato trasformato nella risata di qualcun altro, aggiungendo di non riuscire a capire come si possa ridere di uno stupro e di un omicidio, anche riconoscendo il diritto di ognuno ad avere la propria opinione sulla vicenda.
Dietro le sue parole c’è anche una petizione, lanciata da un’amica della famiglia su Change.org, che ha già superato le migliaia di firme e chiede la cancellazione dello spettacolo. Gli organizzatori del Fringe, però, non hanno alcuna intenzione di rimuoverlo dal cartellone: il festival, fanno sapere, ha sempre ospitato voci diverse nel rispetto della libertà di espressione.
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Sollecito prende le distanze
Nelle stesse ore si è fatto sentire anche Raffaele Sollecito, coinvolto insieme a Knox in quegli stessi anni di indagini e processi, e come lei assolto in via definitiva. All’Ansa ha detto di non aver visto lo spettacolo e di non poter quindi giudicarne i contenuti, ma ha ammesso che il modo in cui è stato presentato e promosso lo lascia perplesso. Ha spiegato di stare provando a elaborare quanto accaduto seguendo una strada diversa, sottolineando che non esiste un modo giusto o sbagliato per affrontare un trauma, perché ognuno trova il proprio.
La difesa di Amanda Knox
Knox, dal canto suo, non ha fatto marcia indietro. Ha risposto alle critiche con un post su Instagram, sostenendo che chi ha firmato la petizione non ha visto lo spettacolo e che le accuse si basano su supposizioni sbagliate. Secondo lei “Cartwheel” onora la memoria di Meredith e denuncia la violenza subita da entrambe, ricordando che il Fringe da sempre porta in scena temi difficili come il lutto e il trauma.
Al Telegraph aveva già chiarito di non scherzare sulla morte della sua ex coinquilina, ma sul modo in cui fu raccontata e “demonizzata” dai media dell’epoca. Interpellata sul fatto che Meredith avrebbe apprezzato lo spettacolo, ha risposto convinta di sì, definendolo divertente.
Il titolo dello show richiama uno degli episodi più controversi del caso, ovvero la voce, mai confermata, secondo cui Knox avrebbe fatto una ruota in questura subito dopo la scoperta dell’omicidio, un dettaglio che all’epoca contribuì non poco a costruirle addosso l’immagine di una ragazza dal comportamento inquietante.
