Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito mercoledì 5 agosto l’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Il sisma è stato registrato alle 4:14 UTC, le 12:14 ora locale e le 6:14 in Italia, in un’area che negli ultimi due mesi è stata interessata da una lunga sequenza sismica.
Secondo lo United States Geological Survey, l’ipocentro si trovava a una profondità di circa dieci chilometri. Il Centro sismologico euro-mediterraneo ha confermato la magnitudo, stimando però una profondità maggiore, pari a 35 chilometri. Le misurazioni preliminari possono essere riviste nelle ore successive sulla base dei dati raccolti dalle diverse stazioni.
Terremoto nelle Filippine, epicentro vicino a Sarangani
L’epicentro è stato individuato in mare, a sud-ovest di Sarangani, nella provincia di Davao Occidental. La scossa si è verificata a circa 32 chilometri dalla cittadina, 72 chilometri a sud di Glan e 155 chilometri a sud-sudest di Koronadal.
Il sisma è stato avvertito anche nell’area di General Santos, una delle principali città della parte meridionale di Mindanao. Secondo le stime elaborate dall’Usgs, circa 15mila persone potrebbero avere percepito un’intensità forte, 88mila una scossa moderata e oltre cinque milioni un movimento più leggero. Al momento non sono arrivate notizie di vittime o danni rilevanti, mentre le autorità locali stanno verificando la situazione sul territorio.
L’Usgs ha emesso un’allerta verde per il rischio di vittime e perdite economiche. La valutazione indica una bassa probabilità di conseguenze gravi, anche se una parte della popolazione dell’area vive in edifici vulnerabili alle scosse. Tra i rischi secondari vengono indicati anche possibili smottamenti e frane, già verificatisi in passato nella regione.
La nuova scossa dopo il terremoto del giugno 2026
Il terremoto del 5 agosto si è verificato nella stessa zona colpita l’8 giugno da un sisma di magnitudo 7.8, che provocò decine di morti, centinaia di feriti e gravi danni tra Sarangani, General Santos e altre aree di Mindanao. Quella scossa fu seguita da migliaia di repliche, alcune superiori a magnitudo 6.
Altri terremoti forti sono stati registrati il 26 giugno e il 14 luglio. L’epicentro della scossa di luglio si trovava a circa 19 chilometri da quello individuato il 5 agosto. Il nuovo evento potrebbe quindi inserirsi nella sequenza sismica ancora in corso, ma spetterà all’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia stabilirne con precisione il rapporto con il terremoto principale.
Le Filippine si trovano lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, una delle aree più attive del pianeta dal punto di vista sismico e vulcanico. Dopo il nuovo terremoto, l’attenzione resta alta soprattutto negli edifici già lesionati dalle scosse dei mesi precedenti e nelle zone esposte al rischio di frane.
