Infantino ha fatto un passo indietro: la Fifa ha deciso di rinunciare al piano per vendere i Mondiali. La scelta, annunciata con una nota ufficiale, chiude l’ipotesi di cedere a fondi privati i diritti del torneo e apre invece a una possibile soluzione che comporti una nuova società controllata per gestire i diritti commerciali.
Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato – e sarà sempre – unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti.
Perché il progetto è stato archiviato
Nella nota, firmata dal presidente della federazione, il progetto identificato come Fifa Forward Enterprise viene descritto come nato per offrire «una base per rafforzare ulteriormente le nostre associazioni e il nostro sport nel mondo», con particolare riferimento ai Paesi che richiedono più sostegno. Il testo spiega che l’ipotesi di cedere i mondiali a soggetti privati doveva procedere solo con il sostegno della maggioranza delle associazioni affiliate e previa consultazione con il consiglio federale e le confederazioni.
Il chiarimento ufficiale sottolinea che, davanti alla evidenza delle divisioni generate dalla proposta, la Fifa ha preferito interrompere il percorso nella forma immaginata e prenderà in considerazione soluzioni alternative per la gestione dei diritti commerciali. Tra queste resta aperta l’ipotesi di una società controllata che coordini la raccolta e la distribuzione dei ricavi, ma senza procedere alla vendita diretta dei tornei a investitori esterni.
Divisioni interne e reazioni esterne
La proposta aveva già provocato frizioni nel mondo del calcio e tensioni con i partner istituzionali: la Uefa era pronta a un boicottaggio e la vicenda ha portato alle dimissioni del senior advisor della federazione, Carlos Cordeiro. Sul piano interno, la polemica ha coinvolto anche figure operative della governance, con accuse espresse apertamente: il direttore operativo Kevin Lamour ha accusato Infantino con parole nette, sostenendo che «Infantino ci ha ingannati».
Queste reazioni hanno ampliato il dibattito sulla sostenibilità e sugli impatti geopolitici e finanziari di una operazione che avrebbe trasferito parte dei diritti a soggetti privati. Il ritiro della proposta viene presentato come una scelta volta a preservare l’unità dell’istituzione e a evitare scissioni tra le associazioni affiliate.
La decisione è stata motivata ufficialmente con l’obiettivo di mantenere l’attenzione sulla crescita del gioco e sul sostegno alle federazioni più bisognose, rimarcando che ogni passo alternativo dovrà passare per consultazioni e approvazioni formali da parte degli organi competenti.
La nota firmata dal presidente chiude, per ora, la strada della vendita diretta e sposta il confronto sulle modalità di gestione dei diritti: una inversione che mira a sanare le divisioni apertesi attorno all’idea di vendere i Mondiali e a riportare l’accento sulla cooperazione tra federazioni.
