Otto anni di reclusione per Franco Vacchina, il conducente della Porsche che l’11 dicembre 2025 tamponò la Fiat 500 sulla quale viaggiava Matilde Baldi. La ventenne, rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto sull’autostrada Asti-Cuneo, morì cinque giorni dopo in ospedale. “Sono pochi per la vita di mia figlia“, ha commentato la madre Elvia Pia dopo la sentenza su Repubblica
Matilde Baldi, la condanna in primo grado
La decisione è arrivata al termine del processo con rito abbreviato celebrato al tribunale di Asti. Il giudice Matteo Bertelli Motta ha condannato Vacchina a otto anni per omicidio stradale, a fronte dei dieci chiesti dalla pm Sara Paterno. È stato invece assolto Davide Bertello, il secondo automobilista coinvolto nel procedimento, per il quale l’accusa aveva chiesto cinque anni.
Secondo l’ipotesi formulata dagli investigatori e dalla Procura, le Porsche guidate dai due uomini stavano gareggiando in velocità. Il giudice, tuttavia, non ha riconosciuto l’esistenza della gara contestata dall’accusa. Alla famiglia di Matilde è stata riconosciuta una provvisionale di 200mila euro, mentre altri 50mila euro sono stati assegnati al fidanzato della giovane.
Matilde Baldi, l’incidente sull’autostrada Asti-Cuneo
Matilde Baldi aveva 20 anni, studiava Economia e lavorava come barista nel centro commerciale “Il Borgo” di Asti per mantenersi agli studi. La sera dell’incidente stava tornando a casa sulla Fiat 500 guidata dalla madre, andata a prenderla al termine del turno.Poco prima dello svincolo per il Turchino, l’utilitaria fu tamponata dalla Porsche 911 GT3 condotta da Vacchina. Secondo gli accertamenti, l’auto viaggiava a circa 212 chilometri orari. La violenza dell’impatto fece sollevare da terra la Fiat 500: la madre rimase gravemente ferita, mentre Matilde riportò lesioni cerebrali irreversibili. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Alessandria, non riprese conoscenza e morì il 16 dicembre. Le indagini si sono basate sulle immagini delle telecamere presenti lungo l’autostrada e nei pressi di un distributore, oltre che su una prova effettuata con un modello di Porsche analogo.
Le chat di Franco Vacchina: “Tra un anno ci rideremo sopra”
Nel corso delle indagini erano state acquisite anche alcune conversazioni avvenute nei giorni successivi all’incidente, mentre Matilde lottava ancora tra la vita e la morte. Nelle chat, pubblicate da La Stampa, Vacchina parlava della Porsche distrutta e cercava contatti che potessero aiutarlo: “Conosci il prefetto di Asti, hai filo diretto?”, si legge in uno dei messaggi.
In un altro passaggio respingeva l’ipotesi della gara: “Come fai a credere che stessi facendo una gara, alle 20.15, con il traffico a palla?”. Un amico, tentando di rassicurarlo, gli scriveva invece: “Tra un anno ci rideremo sopra”
Vacchina era stato arrestato nel gennaio 2026 con l’accusa di aver tentato di inquinare le prove, dopo essersi recato nel deposito giudiziario in cui era custodita la Porsche sottoposta a sequestro. Le immagini delle telecamere lungo l’autostrada, i filmati di un distributore e una prova effettuata con un modello analogo dell’auto hanno contribuito alla ricostruzione dell’incidente. La sentenza è di primo grado e potrà essere impugnata.
