La famiglia dei cicadidi comprende oltre 3.000 specie diffuse in tutto il mondo. Nei giardini italiani la specie più grande e comune è Lyristes plebejus, associata a ulivi, pini, querce e diversi alberi da frutto tipici del bacino mediterraneo. Il loro arrivo estivo non è casuale: molte specie trascorrono anni nel suolo e affiorano con il caldo per la muta e il canto, mentre in Nord America alcune cicade periodiche rimangono ipogee per 13 o 17 anni, emergendo in massa.
Questa alternanza tra emersioni stagionali e cicli pluriennali spiega la variabilità delle apparizioni: in certe annate i giardini restano più silenziosi, in altre si registrano concentrazioni evidenti. Il quadro ecologico è però coerente: la cicala investe la lunga fase sotterranea nella crescita, poi concentra in poche settimane l’accoppiamento e la deposizione delle uova.
Dal ramo al suolo: uova, schiusa e discesa delle ninfe
Il ciclo inizia con la deposizione delle uova nei rametti tramite l’ovopositore della femmina. Dopo 6–10 settimane le uova si schiudono: ninfe esili e chiare cadono al suolo e si scavano nel terreno. Sottoterra si nutrono lentamente della linfa delle radici e attraversano più stadi ninfali. Nelle specie mediterranee la permanenza ipogea dura anni, mentre le cicade periodiche nordamericane restano nel suolo per 13 o 17 anni prima della comparsa sincronizzata.
La risalita e la muta: l’ecdisi sull’appiglio verticale
Terminata la fase ipogea, la ninfa risale in superficie, cerca un appiglio verticale — tronco, stelo o persino un muro — e avvia l’ecdisi. La cuticola ninfale si apre e dall’esuvia esce l’adulto alato. La scelta di una superficie stabile riduce il rischio di cadute o deformazioni durante l’espansione delle ali, che in questa finestra sono particolarmente vulnerabili.
Fase tenerale: perché non vanno toccate
L’adulto appena emerso è in stato tenerale: corpo chiaro, cuticola molle, ali non indurite. Nelle ore successive la cuticola si sclerotizza e le ali completano l’irrobustimento; fino ad allora l’insetto non può volare e rimane aggrappato all’appiglio. Manipolarlo o spostarlo in questa fase può causare deformazioni permanenti delle ali, compromettendo in modo irreversibile la capacità di volo e quindi l’accoppiamento.
Il canto dei maschi: timbal, risonanza e segnali di specie
Il frinire estivo è prodotto dai maschi grazie al timbal (o timbalo), un organo situato ai lati dell’addome. La contrazione di muscoli dedicati mette in vibrazione il timbal; camere d’aria e strutture addominali agiscono come cassa di risonanza, amplificando il segnale. Il risultato è un richiamo sessuale specie-specifico, con pattern acustici che aiutano femmine e maschi a riconoscersi. Un recente lavoro di Gibert & Bajaj ha descritto il timbal come una «metastruttura» naturale, mostrando come la disposizione delle nervature e la meccanica dell’organo concorrano a definire la firma sonora di ciascuna specie.
Danni alle piante: limite, forma e contesto
Le ninfe sottraggono linfa alle radici in modo graduale; negli alberi adulti l’impatto è in genere minimo e raramente compromette la salute della pianta, salvo popolazioni eccezionalmente dense. Il danno visibile più comune in superficie è il disseccamento terminale di piccoli rami dove le femmine hanno deposto le uova. Le piante giovani appena messe a dimora possono richiedere attenzione nelle aree con grandi emersioni, mentre negli esemplari maturi l’effetto resta di norma contenuto ed essenzialmente estetico.
Cosa fare in giardino: due gesti utili
Lasciare le esuvie sui tronchi: sono gusci vuoti, innocui, che si disgregano spontaneamente e non alimentano infestazioni. Evitare di toccare le cicale in fase tenerale; se un individuo è a terra e rischia di essere calpestato, è sufficiente porre con delicatezza un rametto vicino all’insetto perché possa arrampicarsi da solo. Queste indicazioni sono allineate alle raccomandazioni delle extension universitarie e dei principali testi divulgativi.
Ricerca e prospettive: dal dettaglio anatomico al sistema
Negli ultimi anni la ricerca ha spostato l’attenzione dagli elementi isolati a una lettura integrata della meccanica del canto. Oltre alle osservazioni anatomiche classiche, l’approccio proposto da Gibert & Bajaj enfatizza la complessità strutturale del timbal come «metastruttura», aprendo la strada a confronti comparativi tra specie mediterranee e cicade periodiche nordamericane. Questo cambio di prospettiva aiuta a collegare forma e funzione, chiarendo come piccole differenze morfologiche generino segnali acustici distinti.
Muta, canto e breve fase adulta sono l’esito di un ciclo iniziato anni prima nel suolo: passaggi ripetibili e misurabili che spiegano la presenza delle cicale in estate e perché non vadano considerate un parassita sistemico dei giardini. Nei dati tornano numeri chiave: oltre 3.000 specie nel mondo, emersioni mediterranee annuali dopo anni ipogei e, in Nord America, cicli coordinati ogni 13 o 17 anni che portano alla comparsa simultanea di milioni di individui.
