La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, confermando la responsabilità per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. La decisione è stata presa il 15 luglio 2026. Nelle motivazioni, i giudici hanno valorizzato il profilo dell’imputato anche alla luce di un precedente del 2005 per minacce aggravate con arma, indicato come elemento utile a inquadrare personalità e storia giudiziaria. Il caso è stato esaminato in un quadro più ampio che comprende la rapina subita nel 2015 e i suoi effetti, mentre per l’assalto del 28 aprile 2021 le corti hanno escluso l’esimente della legittima difesa.
Il riferimento al passato non è isolato: la Corte d’Assise di Asti e la Corte d’Appello di Torino avevano già richiamato quegli episodi, poi ripresi nella conferma della Cassazione. Il procuratore di Asti, Mazzeo, ha precisato che la rapina del 2015 è l’unica subita da Roggero prima dei fatti del 2021.
Il precedente del 2005
Secondo gli atti, nel dicembre 2005 non si trattò di una rapina, ma di una lite scaturita da un diverbio tra una delle figlie di Roggero e il fidanzato. La giovane avrebbe chiamato il padre perché il ragazzo l’aveva lasciata in strada. Il fidanzato riferì di essere stato raggiunto dal gioielliere, insultato, spintonato e colpito al volto. I documenti descrivono l’estrazione di una pistola e minacce rivolte anche ai genitori del giovane; la famiglia dell’allora fidanzato si sarebbe chiusa in casa e il cancello sarebbe stato richiuso. La vicenda si chiuse con denunce reciproche e, nel 2007, con un patteggiamento davanti al Tribunale di Alba: due mesi di reclusione convertiti in una multa di 2.280 euro per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.
La rapina del 2015 e le tesi della difesa di Mario Roggero
Nel procedimento per i fatti del 2021, la difesa ha depositato ricostruzioni e consulenze sulla rapina del 2015, definita «molto violenta». In quella ricostruzione Roggero venne pestato, con una frattura del naso giudicata guaribile in 25 giorni, e furono richiamati danni psicologici riferiti dall’imputato e dai familiari. Secondo gli atti, una figlia sarebbe stata più volte minacciata; in aula è stato mostrato un video dell’evento e sono state prodotte le sentenze con cui gli autori di quella rapina vennero condannati. Nelle motivazioni i giudici indicano anche la diagnosi di disturbo post-traumatico da stress e annotano che quel vissuto avrebbe contribuito al convincimento, da parte di Roggero, di dover reagire in prima persona, ritenendo «insufficiente» l’azione delle autorità.
L’assalto del 2021 e le decisioni dei giudici
Il 28 aprile 2021 tre uomini assaltarono la gioielleria: la moglie e la figlia di Roggero furono legate e minacciate. L’imputato inseguì i rapinatori e sparò, uccidendo Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli e ferendo Alessandro Modica. Per l’accusa, la reazione avvenne quando la rapina era terminata; i giudici di merito e la Cassazione hanno ritenuto che non ricorressero gli estremi della legittima difesa come esimente. Nella valutazione complessiva, le corti hanno considerato sia la dinamica dell’assalto sia i precedenti e le conseguenze richiamate nelle carte, compreso l’episodio del 2005, utilizzandoli per definire la personalità e le scelte dell’imputato al momento dei fatti.
Pena, ingresso in carcere e richiesta di grazia per Mario Roggero
Sulla base di questo insieme di elementi, la Cassazione ha confermato la pena a 14 anni e 9 mesi. Roggero ha definito la condanna «un ergastolo» per la sua età. Venerdì 18 luglio 2026 si è presentato al carcere di Bollate per dare avvio all’esecuzione. Nei documenti processuali figura la richiesta di grazia presentata dalla moglie al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’esecuzione della pena è iniziata a Bollate il 18 luglio 2026.
