L’afflusso turistico, il cosiddetto overtourism, alle Tre Cime di Lavaredo ha generato a Misurina code di oltre 300 persone per salire sulle navette verso il Rifugio Auronzo tra le 16 e le 17 di ieri, 13 luglio 2026. La richiesta ha superato l’offerta nonostante l’attivazione di un ottavo autobus oltre ai sette previsti. Il piazzale è rimasto affollato e la gestione dei flussi si è rivelata insufficiente in quella fascia oraria.
Dal 23 maggio la strada panoramica Misurina–Auronzo è accessibile solo con prenotazione a pagamento e, in questa occasione, la domanda ha superato la capacità programmata. Un video pubblicato su Instagram dalla fotografa Silvia Sala ha mostrato la lunga fila di visitatori diretti al punto di partenza del giro delle Tre Cime, amplificando la visibilità dell’episodio.
Lunghe attese alle navette alle Tre Cime di Lavaredo a causa dell’overtourism
I posti sulle corse da Misurina al Rifugio Auronzo erano stati programmati su sette mezzi. A fronte del sovraccarico è stato aggiunto un ottavo autobus. La misura non ha evitato le code prolungate e, tra le 16 e le 17, il piazzale di Misurina è rimasto pieno di persone in attesa dell’imbarco. Sui social diversi utenti hanno parlato di attese giudicate “infinite“, segnalando anche autobus fermi in parcheggio e un servizio ritenuto insufficiente da alcuni visitatori.
Il filmato diffuso da Silvia Sala ha raccolto migliaia di visualizzazioni e rilanci, riportando l’attenzione sul nodo della gestione nei momenti di picco. Le immagini mostrano la coda di turisti diretti al primo tratto del percorso attorno alle Tre Cime di Lavaredo, mentre la navetta resta l’opzione principale per raggiungere il Rifugio Auronzo quando i posti auto sono regolati o esauriti.
Social network e overtourism
L’episodio riaccende il dibattito sul ruolo dei social network nel trasformare scorci iconici in mete di massa in tempi rapidi. Post e immagini condivisi dagli utenti tendono a concentrare i flussi in specifiche finestre orarie, con effetti immediati sulla capacità di trasporto locale. La discussione resta divisa fra chi chiede limiti più stringenti per tutelare l’area e chi sottolinea i benefici economici che il turismo porta alle comunità di montagna.
In questo quadro, le attese di ieri evidenziano lo scarto tra visibilità online e capacità reale dei servizi. L’aumento improvviso della domanda, rilanciato dai contenuti virali, rende più complicato mantenere tempi di attesa prevedibili senza una riserva di mezzi e personale.
Accesso su prenotazione e gestione dei picchi
Le restrizioni d’accesso e la prenotazione a pagamento, in vigore dal 23 maggio, sono strumenti pensati per contenere i picchi, ma funzionano solo con adeguate previsioni e risorse nei giorni più affollati. Le autorità locali e gli operatori turistici non hanno annunciato nuove misure immediate e dovranno confrontare la programmazione dei servizi con flussi che, in alcune ore, superano le capacità previste.
