La Corte d’Assise della Spezia ha aperto oggi il processo a Zouhair Atif, lo studente marocchino di 19 anni accusato dell’omicidio a scuola di Abanoub Youssef, il 18enne di origini egiziane ucciso lo scorso 16 gennaio all’interno dell’istituto tecnico Einaudi-Chiodo.
La Procura ha contestato l’omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti e futili e ha chiesto il giudizio immediato; quell’aggravante, come indicato nel capo d’imputazione, può comportare la pena dell’ergastolo. Nel capo d’imputazione la Procura ricostruisce il movente come un litigio riferibile a presunte mancanze di rispetto e a tentativi di approccio nei confronti della fidanzata dell’imputato.
Al via il processo per l’omicidio a scuola
Secondo la ricostruzione svolta dalla Squadra mobile della Questura della Spezia, Atif si sarebbe presentato a scuola con un coltello da cucina lungo 33 centimetri, di cui 20 di lama, acquistato alcuni giorni prima in un negozio cinese di piazza Caduti per la Libertà. L’arma sarebbe stata nascosta inizialmente nello zaino e poi infilata lungo il fianco, all’interno dei pantaloni, prima dell’incontro con la vittima.
L’aggressione sarebbe avvenuta nel corridoio, all’ingresso di un’aula al secondo piano, dopo un diverbio verbale e uno sguardo ritenuto provocatorio. La ricostruzione dell’accusa riporta la frase attribuita alla vittima: “Che cavolo vuoi, vuoi una foto? Quando ti parlo rispondimi”. A quel punto l’imputato avrebbe estratto il coltello e sferrato un unico fendente al torace; la vittima si sarebbe allontanata chiedendo scusa, ma l’imputato lo avrebbe inseguito prima di allontanarsi.
Le accuse a carico del 19enne
L’anatomopatologo incaricato dalla Procura ha accertato che il colpo ha lesionato in modo irreversibile fegato, milza, diaframma e polmone, provocando un’emorragia interna massiva e il successivo arresto cardiaco. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico che non è riuscito a salvarne la vita. Il decesso è stato dichiarato nel tardo pomeriggio dello stesso giorno.
Oltre all’omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti e futili, a carico di Atif è contestato anche il porto abusivo di oggetti atti ad offendere; non è stata invece contestata l’aggravante della premeditazione. La scelta del giudizio immediato, che salta la fase dell’udienza preliminare, indica che il pubblico ministero ritiene il quadro probatorio sufficientemente definito per procedere direttamente al dibattimento.
Le prossime udienze saranno fissate dalla Corte d’Assise, che dovrà valutare le prove raccolte dalla Procura, le dichiarazioni dell’imputato e le eventuali richieste della difesa. Durante l’interrogatorio reso al magistrato l’imputato aveva fornito la propria versione dei fatti; ora dovrà rispondere in aula alle domande del presidente e dei giudici popolari.
