Cesare Cremonini è in studio ai Rak Studios di Londra per registrare il nuovo album oggi 6 luglio 2026. Lavora con la compositrice e direttrice d’orchestra Rosie Danvers e con un’orchestra composta quasi interamente da musiciste. Sui social ha scritto «Ricominciamo tutto da capo» e ha annunciato che il disco sarà il primo capitolo di una trilogia, con la prima uscita prevista in autunno e gli archi al centro della lavorazione.
Sessioni a Londra e lavoro sugli archi
Cremonini ha spiegato di essere a Londra per completare il lavoro sugli archi del progetto e ha definito la fase creativa in corso con una frase netta: “Sono in piena”. I brani vengono registrati nei Rak Studios insieme al suo team di producer, con la direzione di Danvers, che l’artista ha indicato come “un’anima musicale leggendaria”. L’orchestra scelta è “quasi tutta al femminile“, una specifica che, secondo il cantautore, ha inciso sugli arrangiamenti in studio. La collaborazione con Danvers e le sessioni londinesi sono state presentate come elementi concreti della produzione, non come figura retorica.
Le sessioni di archi sono concepite per definire sonorità che Cremonini ha più volte collegato all’idea di futuro musicale. Lo ha ribadito anche dal Regno Unito: “Sono qui per completare il lavoro di archi di un album incredibile che ci porterà nel futuro”, ha dichiarato riferendosi alle registrazioni a Londra. L’impianto del lavoro, per impostazione e metodi, resta centrato sullo studio, con la scrittura e l’esecuzione intrecciate in presa diretta con l’orchestra.
Una trilogia dichiaratamente rock’n’roll
L’artista ha annunciato che il disco in lavorazione è il primo di tre album previsti, un ciclo che accompagna le sue prossime scelte artistiche. In un’intervista rilasciata il mese scorso al Quotidiano Nazionale, che l’artista ha rilanciato sui suoi canali, la prima uscita è stata definita “rock’n’roll nel senso più autentico del termine: nato, costruito e suonato interamente in sala d’incisione, a Londra“. Nella stessa occasione ha poi affermato che si tratterà di “un disco di rottura“.
L’idea di trilogia si intreccia con la scelta di processi produttivi fortemente artigianali: più sessioni in sala, interplay con l’orchestra e un ruolo preminente degli archi. L’orizzonte è esplicito nei passaggi pubblici dell’artista, sia nelle storie sui social («Ricominciamo tutto da capo») sia nelle interviste: il nuovo blocco di pubblicazioni viene descritto come un percorso con tappe definite, a partire dal primo capitolo atteso in autunno.
Niente grandi palchi: la musica al centro
Nello stesso perimetro di dichiarazioni, Cremonini ha segnato la distanza dai format per grandi capienze: “Stadi, ippodromi, autodromi, infatti, col mio nuovo discorso non c’entrano nulla“, ha detto, riconoscendo però i risultati numerici ottenuti in passato. Ha spiegato che il criterio principale del progetto è restituire alla musica un ruolo centrale, anche quando questo comporta scelte che possono apparire come rinunce rispetto a produzioni pensate per spazi enormi.
Il baricentro, dunque, resta sul suono in studio e sulla costruzione degli arrangiamenti, con gli archi come cardine. A Londra il lavoro procede con un’organizzazione che mette in sequenza pre-produzione, riprese e direzione orchestrale in un unico ecosistema operativo, senza forzare l’adattamento immediato a scenari da stadio.
Sax, archi e natura del progetto
Accanto agli archi, Cremonini ha richiamato l’attenzione su uno strumento che negli ultimi mesi ha assunto un ruolo chiave nel suo processo creativo: “Il sax mi ha soccorso in un momento complesso e delicato“, ha raccontato. Anche per questo ha chiarito l’equivoco su eventuali formule ridotte: “Non aspettatevi un tour voce e pianoforte: non è questa la natura del disco“, ha detto.
Il riferimento agli archi, l’uso del sax e la registrazione integrale in sala d’incisione indicano un impianto sonoro pensato per la resa in studio più che per il live di massa. La cornice produttiva e la direzione artistica di Rosie Danvers orientano la scrittura verso una combinazione di energia rock e tessiture orchestrali, costruita su esecuzioni reali e arrangiamenti mirati.
Imola e il passaggio al nuovo ciclo
Il cambio di direzione si inserisce dopo un periodo di intensa presenza dal vivo: il concerto all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola del 13 giugno ha raccolto 75.000 spettatori, dato che l’artista e i collaboratori indicano per la serata di debutto della Music Park Arena. Quella performance figura nelle dichiarazioni di Cremonini come un punto di passaggio nel percorso e come evento che precede l’avvio del nuovo ciclo discografico. Con le registrazioni in corso a Londra e la definizione degli archi, il primo capitolo della trilogia è atteso in autunno.
