Hamas ha avviato a Gaza oggi lo scioglimento del comitato che ha governato la Striscia per quasi vent’anni, aprendo la strada a un organismo di gestione civile composto da tecnici palestinesi. La decisione punta a trasferire competenze al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Ncag), indicato come possibile soggetto gestionale nella fase di transizione.
Funzionari del movimento hanno spiegato che il passaggio istituzionale è parte del percorso concordato dopo il cessate il fuoco di ottobre e attiva nuovi negoziati sulla seconda fase di attuazione degli accordi. In questo quadro, il Ncag emerge come perno della futura amministrazione, con un mandato da definire nei dettagli operativi e nelle tempistiche di insediamento.
Cosa prevede la decisione e le parole dei dirigenti
Fonti di Hamas hanno riferito all’AFP che «il movimento ha deciso di sciogliere il comitato di governo di Gaza e di nominare una figura accettata a livello nazionale per supervisionare il lavoro del comitato fino a quando il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza non assumerà formalmente le sue responsabilità», ha detto un funzionario. Un secondo esponente del gruppo ha aggiunto che la decisione è stata comunicata alle altre fazioni palestinesi durante un recente incontro al Cairo. «Le fazioni hanno accolto con favore la decisione di Hamas, definendola un passo importante per consentire al Comitato Nazionale di assumere il suo ruolo di governo», ha dichiarato ancora un rappresentante, sempre all’AFP.
L’annuncio è stato accompagnato dalla convocazione di una conferenza stampa, comunicata dall’ufficio stampa di Hamas a Gaza per la giornata odierna. L’ufficio ha parlato di «un’importante conferenza stampa», senza fornire ulteriori dettagli su orari e partecipanti.
Il Ncag: leadership, origine e limiti operativi
Il Ncag viene presentato come l’asse della transizione amministrativa. È guidato dal funzionario palestinese Ali Shaath, indicato come possibile responsabile operativo. Secondo il documento che lo istituisce, il comitato è nato su impulso del Board of Peace, organismo emerso durante il percorso negoziale che ha portato al cessate il fuoco, con un riferimento esplicito alla mediazione degli Stati Uniti.
Finora il Ncag ha mantenuto la propria sede fuori dalla Striscia, una scelta legata alle obiezioni israeliane sul suo ingresso nel territorio. La questione del disarmo di Hamas resta irrisolta nei colloqui. Le autorità israeliane hanno ribadito il rifiuto di un ritorno al potere di Hamas a Gaza e, nella fase attuale, respingono anche un trasferimento diretto delle responsabilità all’Autorità Nazionale Palestinese con sede a Ramallah. Questo quadro limita, per ora, la possibilità di un insediamento immediato del comitato all’interno della Striscia.
Contesto e scenari: dal 2007 al percorso dopo il cessate il fuoco
Hamas è al governo della Striscia di Gaza dal 2007, quando i suoi combattenti presero il controllo dell’area dopo scontri con il movimento rivale Fatah. L’organizzazione, fondata nel 1987, combina un profilo politico e un braccio armato: l’ala amministrativa ha gestito istituzioni civili, mentre la componente militare ha condotto attacchi contro Israele nel corso degli anni.
Dal 7 ottobre il conflitto su larga scala tra Israele e le forze di Hamas ha ridisegnato equilibri politici e militari nella Striscia e nella regione. Il cessate il fuoco di ottobre ha aperto un percorso negoziale in più fasi, con aspetti tecnici e politici ancora da completare. Nelle ore successive all’accordo di tregua, Hamas aveva più volte dichiarato la disponibilità a farsi da parte nella gestione quotidiana, sottolineando però che il capitolo del disarmo rimaneva un nodo non risolto.
Se confermata e applicata, la decisione di sciogliere il comitato di governo di Hamas modificherebbe l’architettura amministrativa della Striscia, ponendo il Ncag al centro della transizione. Nelle scorse settimane si sono tenuti cicli di colloqui al Cairo con mediatori e rappresentanti delle diverse fazioni palestinesi per ridurre le divergenze, soprattutto su modalità e tempi della seconda fase di attuazione del cessate il fuoco.
Resta da verificare se il Ncag riuscirà a operare dall’interno di Gaza. Finora l’organismo ha lavorato dall’esterno e il suo ingresso nel territorio è subordinato ad accordi su sicurezza, controllo delle armi e intese con Israele e attori internazionali. Gli sviluppi attesi nelle prossime ore riguardano la conferenza stampa annunciata dall’ufficio stampa di Hamas e le eventuali comunicazioni formali del Ncag sulle modalità del trasferimento delle competenze amministrative.
