Angelo Mazzone, fondatore della pagina social “Milano Segreta” seguita da 90mila follower, ha raccontato al Corriere della Sera la disavventura sanitaria che lo ha portato al pronto soccorso dopo la diagnosi di epatite A. Tutto è iniziato con una nausea progressivamente più intensa, fino ad arrivare ad analisi che hanno rivelato valori di bilirubina molto elevati, accompagnati da un ingiallimento evidente di occhi e pelle.
Il ricovero e i sintomi dell’infezione
Spaventato dal peggioramento delle proprie condizioni, Mazzone si è recato al Policlinico di Milano, dove è stato ricoverato immediatamente per una degenza durata cinque giorni, fino alla normalizzazione dei valori epatici. Non esistendo una cura specifica per l’epatite A, il trattamento si è basato su riposo e idratazione. Secondo il racconto di Mazzone, l’origine del contagio andrebbe ricercata in una cena consumata due settimane prima in un ristorante eritreo di Milano, dove aveva assaggiato per la prima volta degli involtini con verdure crude, forse conservate in modo non adeguato. Proprio per questo l’ospedale avrebbe segnalato la vicenda ai Nas per gli accertamenti del caso.
Le precauzioni e l’appello alla vaccinazione contro l’epatite A
Nel periodo successivo alla diagnosi, Mazzone ha scelto di astenersi dai rapporti sessuali per il timore di trasmettere l’infezione, in attesa che i valori tornino completamente nella norma. L’uomo ha inoltre lanciato un appello alla vaccinazione, spiegando di aver scoperto solo dopo il contagio che l’epatite A non rientra tra le vaccinazioni obbligatorie, come erroneamente pensava. Attualmente segue controlli periodici per monitorare fegato e valori del sangue, con la speranza di guarire completamente entro un paio di mesi. L’epatite A, ricordiamo, è un’infezione virale del fegato che si trasmette per via orale attraverso cibo o acqua contaminati, con un’incubazione di circa quattro settimane: pur non cronicizzando mai, può risultare pericolosa in anziani o soggetti fragili, garantendo comunque un’immunità permanente dopo la guarigione.
