Caso disciplinare ai Mondiali 2026. La Fifa ha sospeso l’esecuzione della squalifica di Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti, permettendogli di essere a disposizione per l’ottavo di finale contro il Belgio, in programma a Seattle nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 luglio. La decisione è arrivata dopo il cartellino rosso rimediato dal giocatore nella sfida dei sedicesimi vinta dagli Usa contro la Bosnia-Erzegovina.
Balogun era stato espulso nella ripresa per un intervento su Tarik Muharemovic, dopo revisione al Var. La sanzione avrebbe dovuto comportare automaticamente una giornata di stop. La Commissione disciplinare della Fifa ha invece deciso di sospendere l’esecuzione della squalifica per un periodo di prova di un anno. Il provvedimento, dunque, non cancella il rosso, ma rinvia l’applicazione della sanzione: in caso di nuova infrazione simile durante il periodo di prova, la sospensione verrebbe riattivata e sommata a eventuali ulteriori provvedimenti.
Il ruolo di Trump e il ringraziamento alla Fifa
La vicenda ha assunto subito una dimensione politica. Secondo il New York Times, Donald Trump ha personalmente chiesto al presidente della Fifa Gianni Infantino di rivedere il caso. Dopo la decisione dell’organismo internazionale, il presidente degli Stati Uniti ha esultato su Truth, ringraziando la Fifa per aver “fatto la cosa giusta” e per aver posto rimedio a quella che ha definito “una grande ingiustizia”.
La nazione di calcio a stelle e strisce ha accolto positivamente il provvedimento, limitandosi a comunicare di accettare la decisione della Commissione disciplinare e di concentrarsi ora sulla partita contro il Belgio. Anche il ct statunitense Mauricio Pochettino ha difeso la scelta, sostenendo che gli Stati Uniti fossero già stati penalizzati abbastanza durante la gara con la Bosnia, giocata in inferiorità numerica per oltre mezz’ora.
La protesta del Belgio
Di segno opposto la reazione del Belgio. La federazione belga si è detta “sbalordita” dalla decisione della Fifa e ha annunciato di voler valutare tutte le opzioni possibili per tutelare i principi di fair play e i diritti delle squadre partecipanti. Secondo la federazione, la sospensione della sanzione sarebbe in contrasto con le norme che prevedono lo stop automatico per il giocatore espulso nel match successivo.
Il ct del Belgio Rudi Garcia ha commentato con tono polemico, sostenendo di non sapere che il 5 luglio potesse essere considerato “il primo aprile negli uffici della Fifa”. Il portiere Thibaut Courtois ha invece evitato lo scontro frontale, pur ammettendo la sorpresa per una decisione arrivata alla vigilia della partita.
Un precedente destinato a far discutere
La Fifa ha richiamato l’articolo 27 del proprio codice disciplinare, che consente agli organi giudicanti di sospendere l’esecuzione di una sanzione. Il caso, però, resta controverso perché arriva nel pieno della fase a eliminazione diretta e coinvolge la nazionale del Paese ospitante. Per gli Stati Uniti il rientro di Balogun rappresenta un vantaggio tecnico rilevante: l’attaccante è il miglior marcatore della squadra nel torneo, con tre gol. Per il Belgio, invece, la decisione rischia di alterare la preparazione di una sfida già decisiva. L’ottavo di finale di Seattle si giocherà quindi in un clima carico di tensione, con una polemica destinata a proseguire anche oltre il risultato del campo.
