L’ondata di afa eccezionale che sta stringendo d’assedio le aree urbane accende i riflettori sulla tutela dei più piccoli. Neonati e lattanti sotto i tre anni sono esposti a forti rischi a causa di un sistema di termoregolazione ancora immaturo. Molti genitori concentrano le attenzioni all’aperto, ma il colpo di calore bambini può svilupparsi sorprendentemente anche tra le mura domestiche quando tassi di umidità elevati impediscono la corretta sudorazione. A lanciare l’allarme al Corriere della Sera è il dottor Fabrizio Ciralli, responsabile di Neonatologia presso Humanitas San Pio X, che invita a monitorare segnali come labbra secche, pianto inconsolabile e riduzione della diuresi.
Colpo di calore nei bambini: sfatare il mito dell’aria condizionata e rinfrescare l’ambiente
Per prevenire il colpo di calore bambini, gli specialisti suggeriscono innanzitutto di superare i vecchi pregiudizi sull’uso dei condizionatori. Se impostata correttamente tra i 24°C e i 25°C, con un tasso di umidità al 45-50%, la climatizzazione si rivela lo strumento più efficace per mantenere un microclima sicuro. L’importante è evitare getti d’aria diretti sul corpo e curare la manutenzione dei filtri. In caso di febbre da surriscaldamento, il primo soccorso domestico prevede il trasferimento del piccolo in una stanza fresca e l’esecuzione di bagnetti tiepidi, evitando l’acqua fredda che causerebbe una dannosa vasocostrizione.
Idratazione, routine estive e gli errori da evitare all’aperto
La prevenzione passa anche dalle abitudini quotidiane e dall’alimentazione. Nei bimbi sotto i sei mesi allattati al seno non serve aggiungere acqua, poiché il latte materno risponde già alla sete incrementando la frequenza delle poppate; dopo lo svezzamento, spazio a frutta e verdura fresca. Fuori casa, occorre tassativamente evitare le uscite tra le 10:00 e le 18:00. Un errore frequente e pericoloso è quello di coprire passeggini o carrozzine con lenzuoli per schermare il sole: questo gesto crea un “effetto serra” che blocca il passaggio dell’aria, accelerando drasticamente il rischio di ipertermia.
