Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il 9 giugno 2026 un decreto che ridefinisce le regole per l’omologazione degli autovelox. Il provvedimento fissa caratteristiche, requisiti e procedure per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche periodiche degli apparecchi indicati dall’articolo 201, comma 1‑bis, lettera f) del Codice della Strada. Prevede inoltre l’abrogazione del decreto n. 282/2017 con efficacia a un anno dall’entrata in vigore, procedure semplificate per gli strumenti già in uso e i passaggi operativi per enti locali e costruttori.
La procedura di omologazione serve a verificare l’idoneità dei dispositivi come misuratori di velocità: comprende la taratura iniziale, le verifiche di funzionalità e le prove tecniche successive per accertare la conformità ai requisiti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rilascia il decreto di omologazione a seguito di esito positivo delle verifiche e lo pubblica sul sito istituzionale.
Cosa cambia per l’omologazione
Il decreto impone verifiche iniziali e controlli periodici specifici per ciascuna caratteristica o requisito del dispositivo e vieta l’uso degli strumenti in caso di esito negativo, fino al ripristino della piena funzionalità. Per la produzione, gli organismi accreditati devono eseguire controlli periodici sul sistema di gestione del costruttore e sulla conformità del prodotto finale rispetto al tipo omologato.
- Art. 1: definisce ambito e finalità dell’omologazione del prototipo come misuratore di velocità.
- Art. 2: prevede il rilascio del decreto di omologazione da parte del Ministero e la pubblicazione sul sito istituzionale.
- Art. 4: stabilisce l’obbligo di taratura, verifica iniziale e periodica e il divieto d’uso in caso di esito negativo.
- Art. 5: disciplina modalità e periodicità dei controlli da parte di organismi accreditati.
- Art. 7: dispone l’abrogazione del decreto n. 282/2017 con efficacia a un anno dall’entrata in vigore.
La novità organizzativa è l’uniformazione del percorso tecnico-amministrativo: il testo separa e coordina con chiarezza approvazione tecnica, omologazione ministeriale, taratura e controlli, riducendo le aree grigie che hanno alimentato contenziosi. Il divieto d’uso in caso di irregolarità, unito all’obbligo di controllo della produzione, punta a garantire la tracciabilità delle prestazioni degli apparecchi lungo l’intero ciclo di vita.
Apparecchi in uso: scadenze e adempimenti
Sugli strumenti già approvati secondo il decreto 282/2017, il nuovo testo definisce procedure e tempistiche per l’adeguamento o la regolarizzazione e indica come trattare le istanze in corso. Per gli autovelox approvati prima del 2017 sono richiesti test tecnici, taratura e verifiche obbligatorie ai fini della validità degli apparecchi.
Gli enti locali e i produttori in possesso della documentazione prevista possono seguire una procedura semplificata, inviando gli integrativi al Ministero: l’amministrazione dovrà pronunciarsi entro 60 giorni. In parallelo, il Ministero dovrà pubblicare i criteri tecnici dettagliati nell’Allegato A e avviare le istruttorie per le nuove omologazioni; le amministrazioni locali dovranno esaminare la documentazione degli strumenti già in uso e, quando necessario, attivare le verifiche e le tarature previste.
L’abrogazione del decreto 282/2017 entrerà in vigore un anno dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto. Entro quel termine dovranno essere completate le procedure di adeguamento indicate, con responsabilità ripartite tra costruttori, organismi accreditati ed enti titolari delle installazioni.
Reazioni e impatto sul contenzioso
Alla firma del provvedimento, Salvini ha affermato che «l’obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini». Sul fronte delle associazioni dei consumatori, Codacons ha accolto positivamente il decreto e ha spiegato che «i Comuni non avranno più scuse e se vorranno continuare a utilizzare gli autovelox sul proprio territorio dovranno adeguarsi ai nuovi criteri sull’omologazione indicati dal decreto del Mit».
Assoutenti ha ricordato che «ad oggi il 71% degli autovelox installati in Italia risulta fuorilegge sul fronte dell’omologazione» e ha indicato nella procedura introdotta la strada per la regolarizzazione degli strumenti. Anche operatori del settore hanno commentato: Coyote ha sottolineato di seguire con attenzione gli sviluppi normativi sulla sicurezza stradale e di continuare a offrire servizi agli automobilisti.
Negli ultimi anni diverse pronunce della magistratura hanno messo in luce la distinzione fra approvazione tecnica e omologazione ministeriale richiesta dalla normativa, con ricorsi e incertezze sulla validità di numerose sanzioni. Il nuovo decreto uniforma il percorso, definendo scadenze e responsabilità per costruttori, organismi accreditati ed enti locali, e fissa nel periodo di un anno dalla sua entrata in vigore la finestra per chiudere gli adeguamenti con i controlli previsti.
