La corsa per Palazzo Marino entra nel vivo con largo anticipo. La Lega ha mobilitato circa diecimila cittadini milanesi attraverso 38 gazebo rionali per delineare le priorità programmatiche in vista delle elezioni comunali di Milano 2027. Un’iniziativa che ha registrato un’ampia adesione, superando le aspettative del partito. Proprio a margine di questa consultazione, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha rotto gli indugi proponendo come figura ideale alla guida della coalizione di centrodestra l’eurodeputata Silvia Sardone, definendola come una persona che “conosce Milano e ama Milano”.
Chi è Silvia Sardone, in corsa per Palazzo Marino
Europarlamentare dal 2019 e vicesegretaria federale della Lega dal maggio 2025, Silvia Sardone ha un profilo accademico e politico. Laureata con lode in Giurisprudenza alla Bocconi nel 2007, ha conseguito un dottorato in relazioni del lavoro nel 2011, specializzandosi come giuslavorista. La sua traiettoria nelle istituzioni milanesi inizia giovanissima nel 2006, quando viene eletta nel Consiglio di Zona 2 con Forza Italia, carica ricoperta fino al 2016 attraverso successive conferme. Nel 2018 avviene la svolta politica con l’uscita dagli azzurri e l’ingresso ufficiale nella Lega, dove è diventata rapidamente uno dei volti più noti sul territorio.
Silvia Sardone è colei che, suoi propri canali social, ha pubblicato un video in cui insulta una donna musulmana accusandola di avere un “sacchetto della spazzatura” addosso, riferendosi al suo niqab. Inoltre ha ripreso la donna senza il suo consenso, affermando erroneamente che “siamo in Italia e io posso filmare chi voglio, a casa mia faccio ciò che voglio”. A una passante, che ha preso le difese di alcune persone immigrate lì presenti, Sardone si è rivolta non argomentando una propria tesi, ma limitandosi a definire quella passante una “zecca comunista, quando tutte le donne in Italia saranno con il velo sarà anche colpa tua”.
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Il confronto nella coalizione e l’ipotesi primarie
I temi portanti della campagna, secondo la Lega, ruoteranno attorno alla sicurezza, all’uso dei taser, al costo della vita e all’emergenza abitativa. Salvini ha chiarito che il nome di Silvia Sardone non sarà un’imposizione agli alleati, ma l’obiettivo resta quello di chiudere l’accordo di coalizione entro l’estate per evitare i ritardi cronici delle precedenti tornate elettorali e battere il centrosinistra. Dal canto suo, la candidata si è detta onorata dell’investitura e pronta a correre qualora il centrodestra decidesse di optare per la formula delle primarie di coalizione.
