Il 19 giugno 2026, Donald Trump ha presentato negli Stati Uniti il nuovo aereo personale destinato a fungere da Air Force One “ponte” Si tratta di un Boeing 747-8 donato dal Qatar e sottoposto a modifiche sostanziali, ha confermato la presidenza. La Casa Bianca ha annunciato che il presidente lo userà già per il 4 luglio e per il vertice Nato di Ankara il mese prossimo; l’Aeronautica ha ristrutturato il velivolo con interventi stimati in 400 milioni di dollari, scelta che ha riaperto il dibattito su conflitti d’interesse, sicurezza e costi mentre il programma di sostituzione dei Boeing VC-25B continua ad accumulare ritardi.
La “Casa Bianca volante”
L’ex jet qatariota è stato ridipinto: la parte inferiore della fusoliera è blu navy con una striscia rossa; sul lato d’imbarco è stato apposto il sigillo presidenziale e la coda porta una grande bandiera americana. L’Aeronautica afferma di aver adeguato il velivolo a requisiti di sicurezza rigorosi e di aver mantenuto molti degli interni di lusso originali. La spesa complessiva per gli interventi è stata stimata in 400 milioni di dollari.
Il presidente ha definito il jet “una Casa Bianca volante” durante la presentazione alla stampa e ha detto che non userà più il vecchio Air Force One per i prossimi viaggi programmati. Ha inoltre annunciato l’intenzione di impiegare il nuovo velivolo per il vertice Nato di Ankara e ha lasciato intendere un ritorno in Cina per il vertice Apec di novembre.
Obiezioni legali e politiche sull’accettazione del dono
I documenti ufficiali citati nel dossier sul programma mostrano che l’amministrazione ha formalmente accettato l’anno scorso il Boeing 747-8 come aereo “ponte”, in attesa delle consegne dei nuovi velivoli ordinati alla Boeing. L’accettazione del dono da un governo straniero ha sollevato obiezioni costituzionali ed etiche, in particolare in relazione all’Emoluments Clause, che vieta a funzionari federali di ricevere regali da Stati esteri senza autorizzazione del Congresso.
Le critiche bipartisan hanno sottolineato che il dono è stato trasferito al Dipartimento della Difesa e non direttamente al presidente, e hanno preso di mira la dichiarazione secondo cui l’aereo non tornerà allo Stato dopo il mandato ma finirà nella futura biblioteca presidenziale. I critici hanno sostenuto che la circostanza potrebbe configurare un vantaggio personale.
Il senatore Bernie Sanders ha parlato di operazione incostituzionale. Jack Reed, membro democratico della Commissione Forze Armate del Senato, ha definito l’accettazione del dono “una violazione grave degli standard etici”.
Ispezioni di sicurezza e lavori tecnici
Il trasferimento di un velivolo costruito e usato all’estero ha sollevato anche dubbi sulla sicurezza. Un aereo presidenziale deve resistere a minacce estreme, garantire la continuità di comando e offrire comunicazioni cifrate globali; per questo sono state sollevate preoccupazioni sulla possibile presenza di dispositivi di sorveglianza installati durante l’uso commerciale.
Per rispondere a questi dubbi l’Aeronautica ha affidato a L3Harris Technologies la ristrutturazione con finalità militari: installazione di sistemi anti-missile, comunicazioni satellitari sicure e blindatura contro condizioni estreme. Queste operazioni hanno contribuito alla stima di spesa citata. Il senatore texano Ted Cruz, invece, ha espresso timori su eventuali “seri problemi di spionaggio e sorveglianza”
L’amministrazione, però, sostiene che le verifiche tecniche e i lavori hanno seguito un iter ingegneristico rigoroso mirato a eliminare rischi e a garantire i requisiti operativi.
Ritardi del programma VC-25B e necessità dell’aereo-ponte
L’amministrazione giustifica il ricorso al jet qatariota con l’urgenza di coprire il periodo lasciato dai ritardi del programma VC-25B, affidato a Boeing nel 2018. Il programma, con un tetto di spesa iniziale di 3,9 miliardi di dollari e consegne previste per il 2024, ha accumulato problemi: fallimenti di fornitori degli interni, carenza di personale con nulla osta di sicurezza e complicazioni tecniche legate ai cablaggi e ai sistemi di raffreddamento.
La data di consegna è stata ripetutamente posticipata – prima al 2027, poi al 2029 – mentre l’Aeronautica mantiene l’obiettivo corrente a metà 2028. Il costo stimato è salito a circa 6,2 miliardi di dollari, oltre il 50% rispetto al preventivo iniziale, secondo il dossier tecnico.
Se il calendario regge, i nuovi velivoli potrebbero essere disponibili solo negli ultimi mesi dell’attuale mandato presidenziale, che termina nel gennaio 2029. Nel frattempo il jet qatariota dovrebbe coprire le necessità operative per uno o due anni, a meno di nuovi slittamenti.
Costi operativi, consumi e impatto ambientale della “Casa Bianca volante”
Il dossier tecnico allegato alla presentazione segnala consumi e costi di esercizio superiori rispetto ai velivoli civili standard. I documenti indicano una cifra media di circa 142mila dollari l’ora per l’attuale Air Force One, che incorpora equipaggi specializzati, manutenzioni e dotazioni di sicurezza; un 747 di linea costa invece intorno ai 20-25mila dollari l’ora.
Il dossier quantifica il consumo di carburante: su voli intercontinentali prolungati il consumo può superare decine di migliaia di galloni, con implicazioni ambientali e logistiche. Non è stata fornita una stima aggregata ufficiale delle emissioni per la flotta presidenziale.
Sono in corso ispezioni e sono possibili contenziosi legali. Il passaggio formale successivo è il completamento dei lavori affidati a L3Harris e la conferma, da parte dell’Aeronautica, che il velivolo soddisfa tutti i requisiti operativi e costituzionali. La consegna dei VC-25B è al momento programmata per metà 2028.
