Asia Argento torna sotto i riflettori, questa volta non solo per il grande schermo. In occasione del Festival di Cannes, dove ha presentato il nuovo horror politico “Death Has No Master” di Jorge Thielen Armand, l’attrice si è aperta in una confessione profonda riguardante la sua vita privata. Tra le difficoltà di un mestiere svolto da 41 anni e la necessità di sostenere la famiglia, emerge con forza il racconto di una battaglia personale complessa: quella contro l’alcolismo, che l’ha portata vicina al baratro prima di trovare, finalmente, una via d’uscita.
Errori e autoanalisi: un nuovo sguardo sul passato
Nel raccontarsi a “Sette” de “Il Corriere della Sera”, Asia Argento non fa sconti a se stessa. Riflettendo sugli anni trascorsi, ammette di aver commesso errori dettati dall’impulsività. “Ho fatto errori enormi, ho parlato senza riflettere”, confessa, sottolineando come l’autoanalisi sia stata cruciale per cambiare prospettiva. Se in passato la tendenza era quella di focalizzarsi sui torti subiti dagli altri, oggi l’attrice rivendica la propria parte di colpa: “Ho sempre avuto il 50 per cento di responsabilità”. Un percorso che non è stato immediato: tentativi come la meditazione, il buddismo e l’ayahuasca non avevano dato i frutti sperati, lasciandola in uno stato di sofferenza profonda.
Il percorso dei 12 passi: la via verso la salvezza di Asia Argento
La vera svolta è arrivata con il programma dei 12 passi. “Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata”, dichiara Asia Argento. Non parla di una guarigione definitiva, ma di un cammino costante: “Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista”. Come per una patologia cronica, la gestione richiede un impegno quotidiano, fatto di spiritualità e condivisione con chi affronta la stessa battaglia. Un approccio che le permette di guardare al futuro con consapevolezza, vivendo “un giorno alla volta”.
