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Università Pegaso, inchiesta su oltre 4.200 iscrizioni irregolari: indagati dirigenti ed ex studenti

La Procura di Napoli indaga su presunte irregolarità all'Università Telematica Pegaso, coinvolgendo dirigenti ed ex studenti. Accuse di frode e corruzione scuotono l'ateneo

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università telematiche inchiesta su pegaso - nella foto, un'università

Un'università | Pixabay @skynesher - alanews

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

La Procura di Napoli l’11 giugno 2026 ha ritenuto irregolari oltre 4.200 iscrizioni all’Università Telematica Pegaso. Gli atti hanno contestato le procedure di immatricolazione, il riconoscimento dei crediti formativi e l’organizzazione di esami e tirocini a distanza. L’indagine, partita da verifiche su iscrizioni e pratiche amministrative, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a eseguire perquisizioni personali, domiciliari e informatiche e ne è seguito l’inserimento di 40 persone nel registro degli indagati.

L’inchiesta sull’Università Pegaso

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e affidata ai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano. Gli atti contestano, tra l’altro, presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione, nel riconoscimento dei crediti formativi e nell’organizzazione di esami e tirocini a distanza. Un capitolo a parte riguarda lo svolgimento degli esami a distanza: dalle indagini emergono l’uso, sui dispositivi degli studenti, di software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk e la presunta condivisione preventiva di panieri contenenti domande e risposte delle prove d’esame.

Gli inquirenti ipotizzano anche reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica: associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Tra gli indagati figurano, a vario titolo, Danilo Iervolino – fondatore e proprietario della Pegaso fino a maggio 2022 – e Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity. Gli investigatori riferiscono che, sulla base di verifiche tecniche, le condotte contestate risalgono al periodo di guida di Iervolino e si sarebbero protratte negli anni successivi fino al 2025; gli atti indicano come obiettivo l’ampliamento della base degli iscritti e l’incremento dei ricavi dell’offerta formativa.

Il Tribunale del Riesame è stato chiamato a pronunciarsi sulle impugnazioni contro sequestri e perquisizioni: in diverse udienze gli atti segnalano che le misure disposte dalla Procura sono state confermate nella loro legittimità.

Pegaso, ministero e sindacato: le dichiarazioni

L’Università Telematica Pegaso si è costituita parte lesa nel procedimento e ha avviato un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto formale alle autorità, principalmente relativo ai controlli sui requisiti di iscrizione a un corso professionalizzante. L’ateneo sostiene che i casi segnalati riguardano situazioni isolate risalenti a diversi anni fa, circoscritte a un numero limitato di ex dipendenti e studenti, e che i dipendenti coinvolti non sono più associati all’istituzione a seguito delle verifiche interne e dei procedimenti disciplinari.

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato che il ministero chiederà l’acquisizione degli atti per valutare le verifiche svolte e agire di conseguenza; in conferenza a Palazzo Chigi ha aggiunto: “tutto quello che può illuminare per noi è benvenuto“. Il decreto ministeriale n. 1835 del 2024, ricorda il dossier d’indagine, aveva già introdotto regole più rigorose per la didattica a distanza e previsto il ritorno degli esami in presenza come modalità ordinaria.

La Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL, tramite la segretaria generale Gianna Fracassi, ha dichiarato di aver prodotto dossier e segnalazioni al Ministero e considera l’indagine un elemento da cui partire per verifiche più ampie sul sistema degli atenei for profit; Fracassi ha aggiunto: “la laurea deve tornare a essere il risultato di un percorso di studio autentico”

Gli atti investigativi citano anche un accertamento sulla eventuale responsabilità amministrativa del gruppo ai sensi del decreto legislativo 231/2001, con la contestazione che Multiversity e Università Pegaso avrebbero beneficiato dell’ampliamento della base degli iscritti.

Al momento risultano 40 persone iscritte nel registro degli indagati; le perquisizioni sono state eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e il Tribunale del Riesame ha già pronunciato udienze confermando, in più decisioni indicate negli atti, la legittimità di alcuni provvedimenti istruttori.

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