10 giugno 2026 – Scoppiano le proteste anti-migranti a Belfast. È stata una notte di disordini e caos quella appena trascorsa nell’Irlanda del Nord. Fuoco e fiamme hanno avvolto le strade. Qui, circa un centinaio di manifestanti ha appiccato un incendio a bidoni della spazzatura, veicoli e un autobus nel centro della città. Un rifugiato sudanese, probabilmente in preda a un raptus, ha immobilizzato e accoltellato un quarantenne. Alcuni passanti sono intervenuti per bloccare l’aggressione. La vittima ha riportato significative lesioni al volto, al collo e alla schiena.
Proteste anti-migranti in strada a Belfast
I rivoltosi, quasi sempre col volto coperto, hanno anche ingaggiato scontri con la polizia dell’Irlanda del Nord (Psni), che è intervenuta massicciamente per fermare le violente proteste. Sulla spinta degli appelli online diffusi da gruppi legati all’estrema destra, i dissidenti hanno dato il via a quello che è stato definito come un “pogrom” contro gli stranieri. Nel mirino, in particolare, le famiglie di origine africana.
La protesta si è diffusa sui social. Elon Musk ha ripubblicato un post dell’estremista Tommy Robinson, con tanto di invito a scendere in strada. Un video shock che ha fatto il giro dei media e dei social ha ripreso il tentato accoltellamento.
La condanna del governo irlandese
Il primo ministro dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, ha condannato con forza la violenza e ha messo in guardia contro “tentativi pericolosi di sfruttare” l’attacco, affermando in un post sui social media: “Gruppi di uomini mascherati che bruciano famiglie fuori dalle loro case non sono altro che disgustosa codardia. Questo non ha nulla a che fare con la comunità. Questo è un vero e proprio delinquere“.
In precedenza, O’Neill aveva esortato il pubblico a non lasciarsi convincere dagli account dei social media a iniziare a causare disordini. “Tutte quelle persone là fuori che stanno alimentando le tensioni nello spazio dei social media, che sono felici di aumentare le tensioni, non ci rappresentano. Siamo brave persone e non voglio vedere nessuno vivere nella paura”.
Le precedenti proteste in Irlanda
Proprio un anno fa, il 7 giugno 2025, sempre in Irlanda del Nord, precisamente nella zona di Clonavon Terrace a Ballymena, una ragazza aveva denunciato un’aggressione sessuale per opera di due adolescenti di origine romena. A novembre dello stesso anno, il tribunale di Belfast ha ritirato tutte le accuse di tentato stupro a carico dei due minorenni (di 14 e 15 anni) coinvolti nel caso.
L’arresto iniziale dei due adolescenti aveva scatenato violente sommosse a sfondo razziale e anti-immigrazione a Ballymena e in altre zone dell’Irlanda del Nord. In queste rivolte sono state ferite decine di agenti e case di stranieri sono state date alle fiamme.
