Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, è stato ucciso la sera del 26 maggio nella stazione ferroviaria di Milano Certosa. L’autopsia ha rilevato circa trenta coltellate concentrate agli arti inferiori e una lesione dell’arteria femorale ritenuta causa dell’emorragia che ha provocato il decesso. Due giovani sono in carcere con l’accusa di omicidio aggravato — uno dei fermati si è avvalso della facoltà di non rispondere — e gli investigatori, dopo acquisizione di riprese video e perquisizioni, indicano la presenza di un gruppo e fino a 17 persone coinvolte a vario titolo.
L’autopsia ha documentato numerose ferite da arma da taglio sugli arti inferiori del giovane. I consulenti medico-legali hanno quantificato le coltellate in circa 30 e hanno indicato una ferita che ha reciso l’arteria femorale come causa determinante dell’emorragia che ha portato al decesso. Il rapporto autoptico è stato posto agli atti dell’inchiesta e viene utilizzato per sostenere l’imputazione di omicidio aggravato nei confronti dei fermati.
Fermi e misure cautelari: chi è in carcere
Jefferson Smit Echevarra Verano, 19 anni, è stato fermato nei giorni successivi all’omicidio; per lui la Procura ha ipotizzato il concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dal numero degli aggressori. Isaias Gonzalo Linares Melendez, 20 anni, è stato rintracciato a Bardonecchia su un pullman di rientro in Italia ed è stato sottoposto a fermo eseguito dalla Squadra mobile su disposizione dell’autorità giudiziaria. Melendez, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Sara Cipolla, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Per entrambi il reato contestato è omicidio aggravato; per Verano negli atti è annotata la contestazione del ruolo nel colpire la vittima mentre questa era a terra.
Prove raccolte e ricostruzione della sera del 26 maggio
Secondo gli atti d’indagine, la vittima si trovava in stazione la sera del 26 maggio insieme al fratello e a un amico quando è stato prima affrontato e poi accerchiato dal gruppo. Gli investigatori hanno acquisito immagini registrate dalle telecamere della stazione e delle aree circostanti. In sede di perquisizioni gli agenti hanno sequestrato indumenti e altro materiale ritenuto utile alle verifiche tecniche e balistiche sulle responsabilità individuali. Nei provvedimenti cautelari sono richiamate dichiarazioni di testimoni, immagini video e i risultati delle attività tecniche e scientifiche condotte sulla scena.
La difesa di uno dei fermati ha segnalato che il ragazzo è stato portato in carcere da poco e che gli avvocati non hanno ancora avuto modo di esaminare tutti gli atti. Da parte della difesa, l’impostazione processuale finora adottata è di cautela: su richiesta dei legali per uno dei fermati è stata assunta la decisione, al momento, di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio.
L’indagine prosegue con l’esame delle immagini, l’analisi dei reperti e la completa acquisizione degli atti istruttori. Negli atti sono registrati i dati principali: vittima, 22 anni; luogo, stazione ferroviaria di Milano Certosa; data e ora dell’aggressione, 26 maggio in serata; esito dell’autopsia, circa 30 coltellate alle gambe con lesione dell’arteria femorale; due fermati in carcere e altri indagati nell’ambito dell’inchiesta.
be, con numerazione e collocazione delle singole ferite registrate nel verbale medico-legale.
