Una discussione nata per motivi condominiali, legata alla gestione dei rifiuti, si è trasformata in un omicidio a Roma. È stato ucciso così Luca Di Vito, 57 anni, nella serata di martedì 2 giugno, in via Villastellone, nella zona di Casal del Marmo. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito al collo con un coltello al culmine di una lite con un ragazzo di 18 anni, poi fermato dalla polizia.
L’aggressione è avvenuta davanti a una palazzina, sotto gli occhi della compagna della vittima. I soccorsi sono arrivati rapidamente sul posto, ma per Di Vito non c’è stato nulla da fare. Le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi.
Alla base dello scontro ci sarebbero stati contrasti già emersi in passato per l’utilizzo dei secchioni condominiali. Secondo quanto raccontato dai residenti, la vittima avrebbe rimproverato il giovane perché stava gettando la spazzatura nei contenitori della sua palazzina. Da lì sarebbe nata una discussione degenerata in pochi minuti.
Il racconto del fratello: “Voleva solo chiarire”
A raccontare il clima di incredulità è stato Roberto, fratello della vittima, arrivato sul luogo dell’omicidio poco dopo l’aggressione. L’uomo ha parlato di una morte assurda, maturata per una questione banale e imprevedibile. Secondo la sua versione, Luca Di Vito non avrebbe avuto alcuna intenzione aggressiva: voleva piuttosto andare a parlare con i genitori del ragazzo per chiarire quanto accaduto.
Proprio per questo, ha spiegato il fratello, la vittima si sarebbe presentata insieme alla compagna. Un dettaglio che, secondo i familiari, dimostrerebbe l’assenza di volontà violenta da parte dell’uomo. Invece, una volta arrivato davanti all’abitazione del 18enne, Di Vito avrebbe trovato proprio il giovane, che lo avrebbe aggredito con un coltello.
Nel quartiere resta lo sgomento. I vicini parlano di discussioni già avvenute in passato, ma nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo simile. Una lite di vicinato, legata a un problema quotidiano, è diventata nel giro di pochi istanti una tragedia.
Roma, ucciso per una lite sui rifiuti: le indagini della polizia
La polizia ha fermato il 18enne poco dopo i fatti. Gli investigatori stanno ora ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’omicidio, ascoltando i testimoni e raccogliendo tutti gli elementi utili a chiarire cosa sia accaduto prima dell’aggressione mortale.
Resta da stabilire con precisione il ruolo dei contrasti precedenti e il momento in cui la discussione è precipitata. La posizione del giovane è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre la comunità di Casal del Marmo si ritrova sconvolta da un delitto maturato in un contesto apparentemente ordinario, quello dei rapporti tra vicini di casa.
La morte di Luca Di Vito lascia dietro di sé il dolore dei familiari e una domanda difficile da accettare: come una lite per i rifiuti possa trasformarsi in un omicidio.
