Dovevano essere tra gli appuntamenti di punta dell’estate musicale 2026 alla RCF Arena di Reggio Emilia, ma non si terranno. I concerti di Kanye West e Travis Scott, in programma a luglio nell’ambito del Pulse of Gaia Festival, sono stati cancellati con un provvedimento d’urgenza firmato dal prefetto Salvatore Angieri. Il decreto, adottato ai sensi del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), richiama motivi legati alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Stop a Kanye West e Travis Scott alla RCF Arena
La decisione è giunta dopo la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica lo scorso 25 maggio, a seguito delle forti istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia. Oltre alle sensibilità etiche, sul tavolo c’erano forti dubbi logistici: sia la Provincia sia il Comune avevano chiesto chiarimenti sul piano di sicurezza, temendo che la macchina organizzativa del festival non fosse pronta a gestire l’afflusso di decine di migliaia di persone.
Mentre il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, si è detto rammaricato, la reazione della politica nazionale è stata più dura. Matteo Renzi ha espresso una netta condanna verso la scelta del prefetto: “I prefetti che annullano i concerti? Mi pare una follia“, ha dichiarato il leader di Italia Viva, aggiungendo in modo perentorio che “la politica non deve decidere chi può cantare“, aprendo un dibattito sulla libertà d’espressione.
Il complicato scenario dei live nel resto d’Europa
Il blocco italiano rappresenta solo l’ultimo tassello di un complicato quadro europeo che vede la presenza di Kanye West fortemente osteggiata da diversi governi continentali. Nel mese di aprile, infatti, il Regno Unito ha negato il visto d’ingresso al cantante per ragioni di pubblico interesse, provocando la totale cancellazione del Wireless Festival 2026. Anche in Francia il ministro dell’Interno Laurent Nuñez si era mostrato determinato a vietare la tappa di Marsiglia dell’11 giugno.
Questa linea è stata seguita anche in Polonia, dove il concerto del 19 giugno allo stadio Slesia di Chorzów è saltato, e in Svizzera. Al contrario, altre nazioni hanno mantenuto le porte aperte: i live nei Paesi Bassi e in Albania sono stati regolarmente autorizzati, mentre il rapper è sbarcato proprio in questi giorni a Istanbul per l’atteso concerto allo stadio olimpico Atatürk, che ha segnato il suo ritorno ufficiale su un palco europeo dopo ben 11 anni di assenza.
Kanye West tra i testi dello scandalo e la giustificazione medica
Ci sono delle motivazioni dietro questa diffidenza istituzionale nei confronti di Kanye West e hanno a che fare con le ripetute e gravissime provocazioni di cui l’artista si è fatto promotore negli ultimi anni. Il rapper statunitense è autore di numerose esternazioni di stampo antisemita, razzista e filonazista. È arrivato a commercializzare magliette con la svastica – successivamente ritirate dal mercato – e a incidere un brano dal titolo “Heil Hitler”, manifestando pubblicamente ammirazione per il dittatore tedesco.
Nel tentativo di riabilitare la propria immagine pubblica e professionale, l’artista aveva pubblicato nel gennaio 2026 una lunga lettera di scuse sulle pagine del Wall Street Journal. In quel testo, il cantante aveva ricondotto le sue passate e deliranti dichiarazioni pubbliche a gravi scompensi comportamentali e a fasi maniacali acute, frutto del disturbo bipolare di cui soffre da tempo; una giustificazione che non è stata ritenuta sufficiente dalla prefettura reggiana.
Per approfondire: Il Regno Unito nega l’ingresso a Kanye West dopo le accuse di antisemitismo
