Il padre di Andrea Sempio ha rilasciato dichiarazioni a difesa del figlio, sostenendo la sua completa estraneità ai fatti di Garlasco. Le affermazioni nette si collocano in un contesto di crescente pressione mediatica e giudiziaria attorno a un caso che, a distanza di quasi vent’anni, continua a suscitare attenzione nell’opinione pubblica. Negli ultimi mesi, infatti, il nome di Andrea Sempio è tornato al centro delle cronache dopo la riapertura di nuovi approfondimenti da parte della Procura di Pavia.
Le parole del padre
“Siamo forti dell’innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene“, ha dichiarato Giuseppe Sempio ai microfoni del Tg1. “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente“, ha aggiunto. L’uomo ha inoltre definito quanto sta accadendo “una vigliaccata”, alludendo poi a un’influenza avversa non indentificata: “Questa è una vigliaccata. Di chi non lo so…“.
I nuovi elementi che riaprono il caso
Il caso Garlasco è tornato sotto i riflettori dopo nuovi sviluppi investigativi emersi negli ultimi mesi. Secondo la Procura di Pavia, alcuni elementi raccolti attraverso nuove analisi scientifiche e riletture degli atti avrebbero riportato l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Gli investigatori si sono concentrati anche su una presunta impronta attribuita a Sempio, individuata vicino al luogo in cui venne ritrovato il corpo di Chiara Poggi. Gli inquirenti starebbero inoltre rivalutando testimonianze e dati acquisiti durante le prime fasi dell’inchiesta, nel tentativo di chiarire eventuali incongruenze mai risolte nel corso degli anni. Nonostante i nuovi elementi, Andrea Sempio ha continuato a ribadire la propria innocenza. Tra gli elementi rivalutati figurano anche vecchi tabulati telefonici, testimonianze già raccolte negli anni precedenti e materiale biologico oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha formalmente chiuso una nuova inchiesta indicando Sempio come presunto autore del delitto dell’agosto 2007, mentre Alberto Stasi sta finendo di scontare la condanna definitiva a 16 anni di carcere. Il 7 maggio la Procura ha notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda continua così ad alimentare il dibattito pubblico e mediatico, in un caso che resta tra i più discussi della cronaca italiana recente. Il legale di Sempio ha ipotizzato che la vicenda si possa concludere con un’assoluzione, ma che quest’ultimo non sarebbe comunque al sicuro da pesanti ripercussioni sulla sua vita personale. Per quanto riguarda Alberto Stasi, invece, la condanna definitiva non sarebbe stata messa in discussione dai nuovi elementi investigativi.
