Nuove polemiche internazionali si sono accese dopo la diffusione di video e testimonianze provenienti dal porto israeliano di Ashdod, dove sono stati trasferiti gli attivisti della Flotilla fermati dalla marina militare. Le immagini, rilanciate anche dal quotidiano Haaretz, mostrano condizioni di detenzione fortemente contestate e hanno innescato una reazione diplomatica immediata.
Nel materiale diffuso, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir appare durante una visita nella struttura mentre commenta in modo derisorio la presenza degli attivisti, definendoli sostenitori del terrorismo e sollecitando il premier Benjamin Netanyahu a trattenerli a lungo e a collocarli nelle carceri riservate ai detenuti per reati di terrorismo.
I video contestati e le accuse di trattamento degradante
Ulteriori filmati pubblicati sempre dal ministro mostrano gli attivisti ammanettati e bendati, costretti a stare in ginocchio o con il volto rivolto a terra all’interno dell’area di detenzione. In alcune sequenze, le persone fermate vengono allineate in un magazzino e mantenute con le mani legate dietro la schiena tramite fascette.
Secondo quanto riportato da Haaretz, le operazioni di trasferimento avrebbero incluso anche momenti di coercizione fisica, con agenti impegnati nel contenimento e nella gestione dei gruppi di attivisti in condizioni definite critiche. In un ulteriore episodio diffuso sui social, un manifestante che avrebbe gridato “Free Palestine” viene bloccato e fatto cadere a terra da un agente.
Meloni e Tajani definiscono “inaccettabili” le azioni di Ben Gvir
La diffusione delle immagini ha provocato una reazione immediata da parte delle istituzioni italiane. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno definito “inaccettabili” i contenuti dei video attribuiti a Ben Gvir, sottolineando la gravità del trattamento riservato anche ai cittadini italiani coinvolti.
Il governo ha annunciato l’avvio di azioni diplomatiche urgenti per ottenere il rilascio immediato dei connazionali fermati e ha chiesto che vengano fornite spiegazioni ufficiali su quanto accaduto. La Farnesina ha inoltre disposto la convocazione dell’ambasciatore israeliano, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti formali e ribadire la richiesta di scuse per la gestione del fermo e per le modalità di detenzione documentate nei video circolati pubblicamente.
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