Così si è aperta una nuova pagina della tensione che avvolge la questione di Gaza. La Marina israeliana, l’IDF, ha fermato la Global Sumud Flotilla proprio in acque internazionali, vicino a Cipro. Sono 35 i passeggeri sulla ventina di imbarcazioni, ma tra loro nove sono cittadini italiani. L’operazione non ha fatto che aumentare l’allarme, in un clima di stallo che preoccupa tanto le autorità di Roma quanto gli attivisti. Intanto, le reazioni – politiche e sociali – si moltiplicano, sia dentro che fuori i confini nazionali.
Tra i fermati ci sono due persone della provincia di Bologna: Francesco Gilli di Grizzana Morandi e Alessio Catanzaro di Budrio. Francesco è riuscito a proseguire la navigazione con la Flotilla, mentre Alessio è trattenuto dalla Marina israeliana. La consigliera Sara Accorsi ha espresso “vicinanza e preoccupazione” per la sicurezza di tutti gli attivisti e ha denunciato condizioni di pericolo in mare, comprese intercettazioni notturne che hanno costretto al blackout totale delle comunicazioni, aumentando il rischio di incidenti. Accorsi ha chiesto al governo italiano e alla Farnesina un intervento diplomatico urgente per garantire assistenza e il rientro in sicurezza dei connazionali.
Proteste nelle Marche, mobilitazioni in piazza per la Flotilla
Da Ancona arrivano notizie di altri tre italiani, Marco, Vittorio e Maurizio, fermati insieme al loro equipaggio durante l’azione israeliana. Il Coordinamento Marche per la Palestina parla di “allerta massima” e denuncia un abuso di potere, visto che gli arresti sono avvenuti in acque internazionali. Il 18 maggio, a partire dalle 16, in piazza del Crocifisso è partito un corteo di solidarietà che si snoderà per le vie principali fino all’autorità portuale. I manifestanti chiedono la liberazione immediata degli attivisti e ribadiscono il loro sostegno al popolo palestinese, parlando di “genocidio perpetuato dallo Stato d’Israele”.
Politica italiana: dure critiche e richieste di sanzioni
Non sono tardate le reazioni in campo politico. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha definito l’azione israeliana un “disprezzo per il diritto internazionale” e ha chiesto al governo italiano di agire con decisione per mettere in sicurezza gli equipaggi e sanzionare il governo Netanyahu. Elly Schlein, segretaria del Pd, ha parlato di “ennesimo atto di pirateria in acque internazionali” e ha sollecitato Italia e Unione Europea a intervenire per liberare gli attivisti e sbloccare gli aiuti umanitari destinati ai palestinesi. Per Schlein, senza risposte forti, Israele continuerà a violare il diritto internazionale senza conseguenze.
La Farnesina e l’appello di Tajani
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che l’Italia ha inviato un messaggio chiaro a Israele: rispettare le regole internazionali nella gestione della Flotilla. Tajani ha sottolineato che, anche in caso di fermo, i connazionali devono essere trattati “nel massimo rispetto della dignità umana”. Il ministro ha assicurato che l’ambasciata italiana a Tel Aviv segue la situazione con attenzione e che sarà garantita tutta l’assistenza consolare necessaria. Nel frattempo, la mobilitazione civile e politica in Italia e in Europa prosegue, mentre la Flotilla resta bloccata e sotto stretto controllo internazionale.
