Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo aver lanciato l’auto contro i pedoni nel centro di Modena, resta in silenzio davanti ai magistrati. In carcere, dove si trova con le accuse di strage e lesioni aggravate, avrebbe fatto soltanto riferimento a un generico stato di confusione. Intanto, mentre gli investigatori continuano a ricostruire il profilo dell’uomo e le ore precedenti all’attacco, dal suo passato emergono nuovi elementi legati alla frustrazione per il lavoro mancato.
Secondo quanto riferisce Il Corriere della Sera, nel 2021 El Koudri aveva inviato quattro email ai vertici dell’Università di Modena, ateneo nel quale si era laureato in Economia. Messaggi dai toni violenti, nei quali l’uomo esprimeva rabbia e risentimento per non essere riuscito a trovare un impiego coerente con il proprio percorso di studi.
Le frasi nelle mail del 2021
Il passaggio più duro, riportato dal Corriere della Sera, risale alla sera del 27 aprile 2021. In una delle email, El Koudri avrebbe scritto: “Bas***di cristiani di m….”, aggiungendo poi un riferimento offensivo a Gesù Cristo. In un altro passaggio chiedeva esplicitamente di essere aiutato a trovare lavoro: “Dovete farmi lavorare”.
Nelle stesse comunicazioni, il 31enne avrebbe insistito sul tipo di occupazione che riteneva adeguata alla propria laurea. Non un impiego da magazziniere, ma un lavoro da impiegato, possibilmente a Modena. Il nodo professionale, dunque, appare centrale nella ricostruzione del suo disagio: El Koudri si sentiva escluso, convinto di non riuscire a trovare un’occupazione anche per ragioni legate alle sue origini marocchine.
Rabbia, isolamento e lavoro mancato
La famiglia ha confermato agli investigatori un quadro di forte frustrazione. Dopo la laurea in Economia aziendale, El Koudri avrebbe avuto alcune piccole occupazioni, tra cui un lavoro da operaio, ma da circa un anno risultava disoccupato. Secondo i parenti, era convinto che il mancato inserimento professionale dipendesse anche da motivi razziali.
Il ritratto che emerge è quello di un uomo sempre più isolato. Trascorreva molte giornate chiuso in camera, davanti al computer o alla televisione, con pochi rapporti sociali e una vita scandita da abitudini ripetitive. Chi lo vedeva quotidianamente a Ravarino, nel Modenese, lo descrive come una persona solitaria, nervosa, negli ultimi tempi più instabile e molesta.
Il percorso sanitario e le indagini
Un altro punto centrale riguarda il percorso sanitario. A El Koudri sarebbe stato diagnosticato nel 2022 un disturbo schizoide di personalità. Gli investigatori hanno trovato nella sua abitazione medicinali che avrebbe dovuto assumere, ma secondo le prime ricostruzioni il trattamento sarebbe stato interrotto. Il suo percorso di cura, avviato tra il 2022 e il 2024, è ora al centro degli accertamenti.
Al momento, dalle verifiche sui dispositivi sequestrati non sarebbero emersi elementi tali da confermare legami con ambienti estremisti o percorsi di radicalizzazione. La pista prevalente resta quindi quella di un gesto maturato in un contesto di disagio personale e psichico, anche se gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire movente, dinamica e responsabilità.
L’attacco in via Emilia ha provocato otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni. La città resta sotto choc, mentre l’attenzione degli investigatori si concentra ora sulle settimane precedenti al gesto e sui segnali che avrebbero potuto anticipare l’esplosione di violenza.
