Sondaggi politici: a circa un anno dal voto, la politica italiana sta cambiando faccia. Roberto Vannacci, con il suo progetto Futuro nazionale, ha conquistato tra il 3 e il 4% dei consensi. Non sembra molto, ma è abbastanza per rimescolare le carte nel centrodestra. Nel frattempo, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia perdono terreno. Non è una crisi lampo, ma un lento cedimento che gli analisti osservano con attenzione. I dati del sondaggio Bidimedia di maggio 2026 raccontano di una maggioranza più fragile, messa sotto pressione da nuove sfide e scelte che potrebbero compromettere il futuro del governo.
Sondaggi politici: la situazione nel centrodestra
Il partito di Roberto Vannacci tiene stabile il suo consenso intorno al 3,3%, secondo l’ultimo sondaggio Bidimedia. Nell’ultimo mese ha perso qualche decimo, ma resta un attore da non sottovalutare, soprattutto perché sottrae voti principalmente alla Lega e, in misura minore, a Fratelli d’Italia. Proprio la Lega paga il prezzo più alto: scende al 6,2%, il livello più basso registrato da tempo, mentre Fratelli d’Italia guadagna un piccolo margine, arrivando al 27,8%, ancora lontana però dai picchi delle elezioni passate. Anche Forza Italia recupera qualche decimo, toccando il 7,8%, ma non basta a invertire la tendenza negativa complessiva della coalizione. Futuro nazionale, insomma, sposta gli equilibri e costringe il centrodestra a rivedere strategie e alleanze.
Centrosinistra avanti ma ancora senza una bussola chiara
Sul versante opposto, il cosiddetto “campo largo” del centrosinistra si attesta al 45,7%, frutto dell’aggregazione di diverse forze. Il Partito democratico scende lentamente al 22,5%, il Movimento 5 Stelle resta stabile al 13%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra cala leggermente al 6,8%. I partiti più piccoli, come Italia viva di Matteo Renzi e +Europa, crescono un po’ , attenuando il calo generale. Ma la somma dei numeri non si traduce ancora in un’alleanza solida. Mancano accordi chiari su leadership e programmi, e resta aperta la possibilità di primarie nazionali per scegliere i candidati. Insomma, il centrosinistra ha ancora molta strada davanti per trasformare il potenziale in un risultato concreto.
Centristi e nazionalisti: alleanze difficili e scenari incerti
Un elemento interessante è la posizione di due forze intorno al 3-4% che per ora stanno fuori dalle grandi coalizioni. Carlo Calenda guida Azione, che sale al 3%, mentre il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin resta fermo allo 0,7%. Sull’altro fronte c’è Futuro nazionale di Vannacci, che conferma il 3,3%. L’ipotesi di una grande alleanza di centrodestra che includa Azione e Futuro nazionale sembra lontana. Calenda ha chiuso con il centrosinistra, ma rifiuta intese con la Lega. Vannacci, invece, si dice pronto a sostenere la maggioranza a patto che si sposti più a destra. Si apre così un nodo difficile: la Lega sarà disposta a collaborare con il suo ex vicesegretario? Forza Italia, più liberale sotto la guida della famiglia Berlusconi, accetterà un alleato più radicale? Nei prossimi mesi capiremo se queste tensioni peseranno davvero sul voto.
Il quadro a meno di un anno dalle urne è chiaro: il centrodestra deve fare i conti con un voto volatile e nuove sfide, mentre il centrosinistra, pur davanti nei numeri, deve ancora trovare la strada giusta. Nel mezzo, partiti emergenti e movimenti fuori dai blocchi tradizionali si fanno spazio, pronti a cambiare le carte in tavola.
