Roma, 10 maggio 2026 – È stata accolta con soddisfazione la notizia della liberazione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, due attivisti della Global Sumud Flotilla trattenuti per giorni dalle autorità israeliane dopo il fermo della loro missione umanitaria diretta verso Gaza. Il loro rilascio, avvenuto dopo oltre una settimana di detenzione, rappresenta un risultato ottenuto grazie alla mobilitazione internazionale e alla pressione dell’opinione pubblica, come sottolineato da Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
La liberazione degli attivisti della Flotilla
Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato ufficialmente l’espulsione dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, definendoli “provocatori professionisti” e ribadendo il rifiuto di Israele di consentire qualsiasi violazione del blocco navale imposto alla Striscia di Gaza. Il fermo era avvenuto in acque internazionali, un dettaglio che ha alimentato la polemica sull’azione israeliana.
Barbera ha denunciato l’atteggiamento immobile del governo italiano, criticando la mancanza di interventi concreti nonostante il coinvolgimento di un’imbarcazione battente bandiera italiana. Secondo il rappresentante di Rifondazione Comunista, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha preferito un silenzio di fatto subordinato alle posizioni politiche di Israele, ignorando quella che a tutti gli effetti rappresenta una violazione del diritto internazionale.
Il contesto della crisi a Gaza e le tensioni nel Medio Oriente
Questa vicenda si inserisce in un momento di forte tensione nella regione. Nelle ultime 24 ore, i raid israeliani nel sud del Libano hanno causato oltre 35 morti, secondo quanto riportato da media internazionali e fonti sanitarie locali. Inoltre, un raid notturno con drone su un campo profughi a Gaza ha provocato la morte di una persona e diversi feriti, come riferito dall’agenzia palestinese Wafa. L’attacco ha colpito il campo rifugiati di Al-Maghazi nel centro della Striscia, insieme a ulteriori bombardamenti nelle aree di Khan Younis e lungo la costa da parte della marina israeliana.
Di fronte a questi sviluppi, Barbera ha ribadito la necessità di rafforzare la mobilitazione internazionale contro quello che definisce il massacro del popolo palestinese e di sostenere le iniziative di solidarietà e le missioni umanitarie impegnate a rompere l’assedio di Gaza. La liberazione di Thiago e Saif è stata salutata come una buona notizia, ma non attenua la drammaticità della situazione umanitaria nella Striscia né le responsabilità della comunità internazionale.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: La Russa attacca la Flotilla: “Scarso rischio e gridano alla tortura”
