Nella notte tra il 7 e l’8 maggio, il cielo sopra l’Ucraina si è acceso di esplosioni. Centinaia di droni russi hanno sorvolato le linee, mentre le bombe cadevano senza sosta. Volodymyr Zelensky, con un messaggio secco su X, ha messo in chiaro una cosa: “Non c’è stata nemmeno una tregua simbolica”. Mosca non ha rallentato, anzi. Kiev ha risposto subito, con la stessa determinazione di sempre, senza mostrare alcuna intenzione di cedere terreno.
Ucraina: Zelensky minaccia la Russia
Secondo quanto riferito dalla presidenza ucraina, la notte è stata segnata da combattimenti durissimi. Alle 7 dell’8 maggio, le forze di Kiev avevano contato più di 140 attacchi sulle loro postazioni. La zona più colpita è stata quella di Slovyansk, con almeno 10 assalti pesanti, un settore chiave e particolarmente caldo del conflitto. Anche nelle aree vicine gli scontri si sono fatti più intensi, segno che Mosca vuole mantenere alta la pressione su più fronti contemporaneamente.
Droni a raffica: oltre 850 attacchi dall’alto
Una novità dell’ultima offensiva russa è l’uso massiccio di droni: durante la notte sono stati lanciati oltre 850 attacchi. In azione ci sono diversi modelli, dai droni FPV ai droni d’attacco “Lancet” fino ad altre versioni tecnologiche avanzate. La strategia di Mosca punta sempre più su questi velivoli senza pilota, non solo per colpire le linee ucraine, ma anche per sorvegliare costantemente le posizioni avversarie. Questa pressione continua dall’alto rende più difficile la difesa e pesa molto sulle comunità civili in prima linea.
Zelensky duro: “Risponderemo colpo su colpo”
Il presidente Zelensky ha ribadito la volontà delle forze ucraine di resistere con tutte le forze: “Risponderemo con la stessa moneta” a ogni attacco, per proteggere le postazioni e la sicurezza dei cittadini. Ha lanciato un chiaro avvertimento alla Russia, sottolineando che la guerra potrà finire solo se Mosca dimostrerà la volontà di aprire la strada alla pace. Zelensky ha lasciato intendere che la comunità internazionale capirà davvero la direzione del conflitto solo quando vedrà i primi passi concreti verso un cessate il fuoco e un dialogo diplomatico, attesi ormai da troppo tempo.
