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No Kings Italia a Roma: il corteo per le vie della Capitale

Corteo No Kings: migliaia in piazza contro guerra e autoritarismo, tra bandiere della pace e richieste di dimissioni per Meloni

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Corteo No Kings a Roma

Corteo No Kings a Roma | ANSA/GIUSEPPE LAMI - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Roma, 28 marzo 2026 – Questa mattina ha preso il via il corteo No Kings Italia a Roma, una manifestazione di portata nazionale che ha riunito migliaia di persone in una mobilitazione contro la guerra, l’autoritarismo e le politiche del governo Meloni. Partito da piazza della Repubblica, il corteo si è diretto verso piazza San Giovanni, attraversando le principali vie del centro storico della Capitale. L’iniziativa, che si inserisce in un contesto di proteste internazionali contemporanee negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ha visto la partecipazione di numerose sigle associative, sindacali e politiche.

Il corteo No Kings e le ragioni della manifestazione

Sotto lo slogan “Per un mondo libero dalle guerre”, i manifestanti hanno sfilato esponendo numerose bandiere della pace, della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle di organizzazioni come CGIL, Avs e Amnesty International. Nel corteo anche un grande simbolo pacifista: un missile di legno decorato con fiori e immagini delle guerre in Medio Oriente, realizzato dal maestro Mario del doposcuola Mammut. I partecipanti hanno mostrato cartelli con messaggi chiari come “Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare”.

Il percorso ha toccato punti nevralgici della città come viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore e via Merulana, per concludersi a piazza San Giovanni. La Questura di Roma ha predisposto un piano di sicurezza rigoroso, con controlli ai caselli autostradali e nelle stazioni ferroviarie per monitorare gli arrivi e prevenire infiltrazioni violente. Lungo il tragitto sono state schierate forze dell’ordine, mentre un elicottero ha sorvolato l’area.

Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e politici come Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis di Avs e il segretario generale della CGIL Maurizio Landini. Quest’ultimo ha sottolineato l’importanza della mobilitazione a sostegno di un cambiamento sociale, in linea con le rivendicazioni dei giovani e delle diverse componenti della società civile presenti.

Il contesto politico e le richieste della piazza

L’evento è stato presentato questa mattina presso la sede della Federazione nazionale della stampa a Roma, dove gli organizzatori hanno annunciato la partecipazione di almeno 15mila persone provenienti da tutta Italia, con centinaia di autobus e treni. La manifestazione si inserisce nel solco della recente vittoria del “No” al referendum sulla giustizia, da cui è emersa una forte volontà popolare di contrastare la svolta autoritaria percepita nel governo Meloni.

Il titolo ufficiale del corteo è infatti: “Dopo il No al referendum chiediamo insieme le dimissioni di Meloni”. Tra le parole d’ordine della piattaforma, oltre al no alla guerra e al riarmo, spiccano l’opposizione alle politiche belliciste in Italia e in Europa, alla repressione e alla normalizzazione dell’idea che manifestare non sia più un diritto.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato la manifestazione con un appello al rispetto delle istituzioni democratiche e alla netta condanna di eventuali azioni violente, sottolineando la necessità di evitare infiltrazioni anarchiche o antagoniste che possano minare la sicurezza pubblica. In risposta, Nicola Fratoianni di Avs ha definito le parole del ministro “gravi e preoccupanti”, invitando a non alimentare inutili allarmi.

Gli organizzatori hanno ribadito la loro ferma opposizione a qualsiasi forma di violenza o strumentalizzazione, chiarendo che chiunque porti pratiche non condivise non rappresenta il movimento No Kings.

La manifestazione si affianca ad analoghe proteste in altre città italiane come Firenze, dove gruppi di attivisti statunitensi e locali hanno manifestato contro la politica estera degli Stati Uniti e delle destre internazionali.

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