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Al-Sudani: “Iraq pronto a mediare tra Stati Uniti e Iran per la stabilità regionale”

Baghdad si propone come ponte tra Washington e Teheran nel conflitto mediorientale. Al-Sudani punta su diplomazia, sicurezza interna e fine della coalizione internazionale

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Al-Sudani: “Iraq pronto a mediare tra Stati Uniti e Iran per la stabilità regionale”

Al-Sudani: “Iraq pronto a mediare tra Stati Uniti e Iran per la stabilità regionale”

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Iraq, 23 marzo 2026 – Il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani si è espresso in un’intervista a Il Corriere della Sera sul delicato scenario del conflitto in Medio Oriente, sottolineando il ruolo di Baghdad come possibile mediatore tra Stati Uniti e Iran.

Iraq come mediatore tra Stati Uniti e Iran

Al-Sudani ha ribadito che l’Iraq mantiene solide relazioni strategiche con gli Stati Uniti, soprattutto nel settore petrolifero, ma ha anche ottimi rapporti con l’Iran. Per questo motivo, secondo il premier, il Paese può assumere un ruolo di mediazione nel conflitto israelo-palestinese, tema che definisce una delle cause principali della destabilizzazione regionale. “Gli Stati Uniti si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”, ha dichiarato al-Sudani, evidenziando la complessità della situazione.

Sicurezza interna e presenza delle truppe straniere

Riguardo alle tensioni interne in Iraq, il premier ha affrontato la questione dei gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che attaccano le basi americane e della coalizione internazionale, di cui fa parte anche l’Italia. “Il nostro esercito e le forze di sicurezza nazionali collaborano per controllare e contrastare ogni forma di violenza illegale”, ha spiegato al-Sudani, ricordando come tali gruppi siano nati durante la lotta contro il sedicente Stato Islamico. Dopo la fine dell’Isis, è stata avviata una collaborazione con la coalizione internazionale per disarmarli.

Il premier ha inoltre annunciato la decisione di anticipare la fine della coalizione internazionale di sicurezza, prevista originariamente per settembre 2026, in accordo con gli alleati, per rispondere alle tensioni legate alla percezione della presenza straniera come “occupazione” da parte di alcuni gruppi.

Al-Sudani ha garantito che non vede rischi imminenti di guerra interna o terrorismo su larga scala, rilevando che rimangono solo “pochi jihadisti isolati” cui le forze di sicurezza stanno dando la caccia. Ha inoltre condannato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha escluso che l’Iraq si unirà ad azioni belliche nel Golfo, ribadendo l’importanza di privilegiare la diplomazia, in linea con la politica europea.

Mohammed Shia al-Sudani, in carica come primo ministro dell’Iraq dal 27 ottobre 2022 e attualmente anche ministro della Difesa, è un politico di lungo corso con un passato da ministro dei diritti umani e diverse altre cariche ministeriali. Laureato in scienze agricole e con un master in gestione progettuale, è considerato una figura chiave per la stabilità irachena in un momento di crescente tensioni nel Medio Oriente.

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