Roma, 6 marzo 2026 – Un recente sondaggio internazionale mette in luce la persistenza di idee tradizionali e stereotipi di genere tra i giovani maschi della generazione Z, ossia i nati tra il 1997 e il 2012. Nonostante i progressi sociali e culturali degli ultimi decenni, un giovane su tre ritiene ancora che in una coppia la moglie debba obbedire al marito e che l’ultima parola nelle decisioni familiari spetti all’uomo. Questi dati emergono da un’indagine condotta dall’istituto Ipsos in collaborazione con il King’s College di Londra, pubblicata in occasione della Giornata internazionale della donna.
Stereotipi di genere e dinamiche familiari tra i giovani
Il sondaggio, che ha coinvolto 23mila persone tra i 12 e i 74 anni in 29 paesi, dall’Indonesia al Cile, dall’India all’Italia, evidenzia come i giovani uomini della generazione Z abbiano una visione più tradizionale rispetto ai loro coetanei di generazioni precedenti. In particolare, sono due volte più propensi rispetto agli uomini della generazione dei Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964) a sostenere che la moglie debba obbedire al marito nelle decisioni familiari.
Tra le donne, invece, la percentuale che condivide questa visione è molto più bassa: solo il 18% delle giovani donne della generazione Z è d’accordo con questa affermazione, mentre tra le donne boomer la quota scende al 6%. In Italia, la quota di intervistati che ritiene più “naturale” che siano le donne a prendersi cura dei figli è pari al 55%, superiore alla media globale del 52%.
Opinioni su indipendenza e ruolo femminile
Il sondaggio rileva inoltre che quasi un quarto degli uomini della generazione Z (24%) considera problematico che una donna appaia troppo indipendente o autosufficiente, una posizione condivisa dalla metà dei boomer (12%). Anche in questo caso, le donne mostrano una minore adesione a queste idee: tra le donne Z solo il 15% è d’accordo, mentre tra le boomer la percentuale scende al 9%.
Sul tema del comportamento sessuale, il 21% degli uomini Z ritiene che una “vera donna” non debba mai prendere l’iniziativa, contro il 7% dei boomer; tra le donne Z la percentuale scende al 12%. In Italia, solo l’11% degli intervistati condivide questa opinione, mentre il 65% si dichiara decisamente contrario.
Infine, gli uomini della generazione Z sono anche i più propensi a ritenere che le donne in carriera siano più attraenti per gli uomini (41%), rispetto al 27% dei boomer di entrambi i sessi. In Italia, il 20% degli intervistati considera un problema che in famiglia la donna guadagni più dell’uomo, mentre il 10% ritiene che la moglie debba obbedire al marito e l’11% pensa che un uomo che si prenda cura dei figli possa sembrare meno virile. Analogamente, l’11% crede che in una discussione debba essere l’uomo ad avere l’ultima parola.
Questi dati indicano che, a livello globale e anche in Italia, persistono concezioni tradizionali sulle donne e sui ruoli di genere, soprattutto tra i giovani uomini della generazione Z, evidenziando la necessità di un ulteriore confronto culturale e sociale in vista di una maggiore parità.
