Bologna, 6 marzo 2026 – Il dolore per la perdita di un proprio caro si intreccia con il peso di un’indagine giudiziaria che aggrava ulteriormente il lutto. È quanto racconta Valeria Benini, una delle quattro figlie di Vittorio “Victor” Benini, sassofonista scomparso lo scorso 13 ottobre a 84 anni, la cui morte è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Forlì.
Morti in ambulanza: Vittorio Benini e le circostanze della morte
Vittorio Benini è deceduto il 12 ottobre 2025, quattro giorni dopo un arresto cardiaco avvenuto a bordo di un’ambulanza durante un trasferimento dalla struttura di lungodegenza di Santa Sofia all’ospedale di Forlì. Quel mezzo di soccorso, secondo le indagini, era guidato da Luca Spada, un autista della Croce Rossa di 27 anni residente nel Forlivese, attualmente indagato per omicidio volontario premeditato in relazione alla morte di cinque anziani durante trasferimenti simili avvenuti fra febbraio e l’estate del 2025.
Valeria Benini ha espresso tutta la sofferenza della famiglia, sottolineando che “l’indagine è peggio del lutto” e che si augura con tutto il cuore che il padre non risulti coinvolto nei fatti contestati. Le figlie di Vittorio hanno affidato la tutela legale agli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, con l’obiettivo di accertare se la morte del padre rientri tra i casi attribuiti a Spada e valutare eventuali azioni da intraprendere.
L’indagine sull’autista della Croce Rossa
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo di Forlì con il supporto del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas), ipotizza che l’indagato abbia provocato i decessi iniettando aria nelle vene delle vittime, causando embolie fatali. Attualmente, l’uomo non è in servizio e usufruisce di permessi, mentre l’Azienda sanitaria locale (Ausl) ha espresso parere negativo circa un suo eventuale rientro in servizio in questa fase.
La vicenda ha profondamente scosso le famiglie coinvolte, che stanno cercando di affrontare un momento di enorme dolore aggravato dalla complessità dell’indagine in corso. Valeria Benini ha anche raccontato di non aver mai sospettato nulla e di aver appreso degli sviluppi esclusivamente attraverso i media, un’ulteriore fonte di sofferenza per la famiglia.
