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Il Senato ha approvato il dl flussi, ora è legge: di cosa si tratta

Il dl flussi, grazie al voto al Senato, è ora legge: ecco di cosa si tratta nello specifico e le reazioni delle personalità politiche

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Via libera al dl flussi

Via libera al dl flussi | Pixabay @ale72 - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Il Senato della Repubblica ha dato oggi il via libera definitivo al dl flussi, che diventa così legge. Dopo l’approvazione in prima lettura alla Camera il 18 novembre scorso, il provvedimento si inserisce nel quadro delle disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, gestione dei flussi migratori, tutela delle vittime di caporalato e protezione internazionale. Il testo, votato a maggioranza con la sola opposizione delle forze contrarie, introduce novità significative volte a facilitare l’ingresso regolare di lavoratori migranti e a migliorare la governance del fenomeno migratorio in Italia.

Dl flussi: nuove misure e tempistiche per l’ingresso e il soggiorno dei lavoratori stranieri

Il decreto prevede un termine massimo di trenta giorni per il rilascio del nulla osta al lavoro dal momento della presentazione della richiesta nominativa, accelerando così le procedure burocratiche per l’assunzione di lavoratori stranieri. Inoltre, viene esteso fino al 31 dicembre 2027, in via sperimentale, il limite temporale per presentare domanda di visto di ingresso dopo il completamento di attività di istruzione e formazione nei Paesi di origine, ampliando così le opportunità per coloro che hanno acquisito qualifiche professionali all’estero.

Importante è anche l’allungamento della durata dei permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale: da 6 mesi a un anno per le vittime di tratta, grave sfruttamento, caporalato e intermediazione illecita. La legge prevede, inoltre, la possibilità di prorogare tali permessi per favorire l’inserimento socio-lavorativo di queste persone, offrendo loro maggiori tutele e strumenti per reinserirsi nella società.

Tra le altre novità, si segnala la proroga fino al 2028 della possibilità di ingresso e soggiorno extra-quote per un massimo di 10.000 lavoratori stranieri destinati al settore dell’assistenza familiare e sociosanitaria. Questa misura è stata ampliata per includere anche l’assistenza a bambini da zero a sei anni, nonché persone con disabilità o anziani non autosufficienti, rispondendo a una domanda crescente nel comparto dell’assistenza.

Il dl flussi ha inoltre modificato il termine per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare, portandolo da 90 a 150 giorni, e ha esteso la partecipazione alle riunioni del Tavolo per il contrasto al caporalato anche agli enti religiosi civilmente riconosciuti, consolidando così la rete di azione contro lo sfruttamento lavorativo.

Reazioni politiche e dibattito sul decreto

Le reazioni al provvedimento sono state fortemente divise all’interno dell’Aula parlamentare e tra le forze politiche. Il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, ha annunciato il voto contrario del suo gruppo, sottolineando come il decreto rappresenti una soluzione di corto respiro, incapace di affrontare in modo strategico e razionale il fenomeno migratorio. Scalfarotto ha criticato la persistenza della logica del “click day” e delle sanatorie mascherate, come quelle previste dalla legge Bossi-Fini, auspicando invece un approccio che favorisca l’integrazione e una regolamentazione più strutturata del mercato del lavoro per gli stranieri. Ha inoltre ricordato il ddl presentato da Italia Viva che garantisce a chi perde il lavoro un tempo ragionevole per trovarne un altro, evitando così la marginalità e la devianza da cui la destra sovranista, secondo lui, trae consenso politico.

Dall’altra parte, la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, ha difeso il decreto come un intervento necessario per rispondere alle esigenze delle imprese italiane e dei cittadini, sottolineando come il governo guidato da Giorgia Meloni abbia portato l’Italia a contare in Europa con proposte concrete e un piano di cooperazione internazionale noto come “Piano Mattei”. Biancofiore ha evidenziato l’importanza di riaprire i flussi regolari con serietà, applicando controlli più severi alle aziende, quote basate sulla domanda reale di lavoro e sanzioni per chi viola le norme. Ha inoltre lodato l’attività di Meloni in Europa e in Africa per stabilire accordi di collaborazione che mirano a migliorare le condizioni nei Paesi d’origine evitando flussi migratori incontrollati.

Tino Magni, senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra, ha invece definito la politica migratoria del governo Meloni come fallimentare, evidenziando che nonostante i 160 mila posti disponibili nel bando flussi, sono stati occupati solo 12 mila posti, con la conseguenza che molti migranti finiscono per diventare irregolari e vittime di sfruttamento e criminalità. Magni ha denunciato un sistema di permessi complesso e lento, che impedisce una reale integrazione e una risposta efficace alle esigenze del mercato del lavoro.

Anche Mario Occhiuto di Forza Italia ha espresso un giudizio positivo sul decreto, definendo l’immigrazione un fenomeno da gestire con ordine e trasparenza, non come un assedio. Ha sottolineato la necessità di un approccio cooperativo internazionale e ha posto l’accento sulla proroga fino al 2027 dei nulla osta per chi ha completato la formazione nei Paesi di origine, sostenendo che un’immigrazione regolata e basata sul merito può rappresentare una risorsa per il Paese.

Le principali novità del decreto flussi

Contratti di soggiorno digitali da sottoscrivere entro otto giorni dall’ingresso in Italia per lavoro subordinato. Estensione della durata dei permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale e per vittime di caporalato fino a un anno, con possibilità di proroga. Proroga al 31 dicembre 2027 della deroga per l’esercizio temporaneo dell’attività medica o sanitaria basata su qualifiche acquisite all’estero. Incremento degli ingressi stagionali di 16.450 unità, portando il totale a 110 mila. Programmazione triennale dei flussi lavorativi definita con Dpcm, e non più annualmente. Eliminazione del silenzio-assenso per richiedenti provenienti da Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka. Riconoscimento dell’assegno di inclusione per titolari di permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale e vittime di violenza domestica. Maggiori tutele e strumenti di contrasto allo sfruttamento lavorativo, con stabilizzazione della funzione del Tavolo contro il caporalato. Stretta sulle attività delle navi Ong impegnate nel soccorso in mare e sulle procedure di identificazione dei migranti irregolari. Nuove regole per il ricongiungimento familiare, con tempi più lunghi per il rilascio del nulla osta.

Il dl flussi, dunque, rappresenta un tentativo del governo di rispondere alle esigenze di regolarizzazione dei flussi di migranti lavoratori, innestando al contempo misure di controllo e tutela per contrastare l’immigrazione irregolare e lo sfruttamento. Il testo sarà ora oggetto di monitoraggio per valutarne l’efficacia nell’affrontare le sfide demografiche e occupazionali che l’Italia si trova a fronteggiare.

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