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Davanti al Mim, “lezione aperta” di Non una di meno per l’educazione sessuo-affettiva

Attiviste, studenti e docenti chiedono l’introduzione di programmi scolastici per prevenire la violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto nelle scuole italiane

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Marco Vesperini di Marco Vesperini

Mi chiamo Marco Vesperini, classe 1989, sono di Porto Sant’Elpidio, un paesino sulla costa marchigiana. Giornalista pubblicista, collaboro con Alanews dal 2023 e con ilfattoquotidiano.it dal 2016. Mi occupo principalmente di cronaca, politica e cultura

Roma, 25 novembre 2025 – Questa mattina, davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), si è svolta una manifestazione promossa dal movimento femminista e transfemminista Non Una Di Meno. L’iniziativa si è concentrata sulla richiesta di un’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, un tema che il gruppo ritiene fondamentale per contrastare la violenza di genere e la violenza patriarcale nella società.

La protesta di Non Una Di Meno e le richieste sull’educazione sessuo-affettiva

immagine

Il presidio, animato da studentesse, studenti, docenti e famiglie, si è svolto con slogan chiari e determinati: “Ci vogliamo vive” è stato il grido che ha accompagnato l’evento, in coincidenza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Dietro chi si alternava al megafono, era ben visibile lo striscione con la scritta “ci vogliamo viv3”.

Una studentessa ha spiegato l’importanza di inserire l’educazione sessuo-affettiva nelle classi, senza però che ciò venga vincolato alla clausola del consenso informato recentemente proposta dal Ministero. Per Non Una Di Meno, infatti, questa clausola non dovrebbe diventare un mezzo per limitare la diffusione di una cultura orientata all’eliminazione della violenza patriarcale in ogni sua forma.

Molte insegnanti hanno deciso di unirsi alla protesta. Una professoressa ha sottolineato come le statistiche mostrino un aumento preoccupante di episodi di violenza di genere che coinvolgono ragazze molto giovani, ribadendo la necessità di un’educazione che non si limiti a un semplice consenso delle famiglie. Un’altra docente ha espresso forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni dei ministri Nordio e Roccella, definendole non solo sconfortanti ma addirittura terrorizzanti.

Il contesto e il ruolo del Ministero dell’Istruzione e del Merito

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato dal Ministro Giuseppe Valditara, ha la responsabilità di coordinare e gestire il sistema scolastico statale italiano, inclusa la promozione di politiche educative che coinvolgono l’intero paese. Il ministero, con sede in Viale di Trastevere a Roma, si occupa di garantire il diritto-dovere all’istruzione, coinvolgendo anche scuole private e confessionali nel rispetto delle normative vigenti.

Non Una Di Meno, attiva dal 2016, continua a portare avanti la sua battaglia contro ogni forma di violenza di genere e patriarcale, organizzando eventi e assemblee come quella recente a Reggio Emilia, in preparazione alle iniziative del 25 novembre. In un clima sociale segnato da una crescente attenzione verso le disuguaglianze e le discriminazioni, il movimento si fa portavoce di una richiesta di trasformazione che vede nell’educazione sessuo-affettiva uno strumento fondamentale per contrastare la violenza e costruire una società più equa e inclusiva.

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