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Hannoun respinge le accuse di finanziamento a Hamas: “Solo progetti umanitari in Palestina”

Il presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia ribadisce la natura benefica delle sue attività, mentre prosegue il ricorso contro l’allontanamento da Milano

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Roberto Smaldore di Roberto Smaldore

Classe 1997, sono un giornalista e video-reporter. Nel 2023 ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi in Storia contemporanea sul coinvolgimento dei combattenti stranieri nelle guerre jugoslave. Da giugno 2025 collaboro con Alanews occupandomi di cronaca, politica e attualità.

Milano, 1 novembre 2025 – Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia, ha respinto con fermezza le accuse che lo indicano come finanziatore di Hamas, definendole “una frottola gigante”. Hannoun, da 42 anni impegnato in attività umanitarie a sostegno della Palestina, ha ricordato che dal 2002 al 2009 è stato oggetto di un’indagine giudiziaria in cui il tribunale di Genova ha riconosciuto la natura esclusivamente benefica dei suoi progetti, in particolare quelli di adozione a distanza. Nonostante ciò, la settimana scorsa Hannoun è stato destinatario di un foglio di via da Milano che lo allontanerà dalla città per un anno, provvedimento contro cui ha annunciato ricorso.

Le accuse e la difesa di Hannoun

immagine

Mohammad Hannoun ha ribadito che tutte le sue iniziative sono rivolte a progetti umanitari e ha negato qualsiasi coinvolgimento nel finanziamento di attività militari o terroristiche. “Io raccolgo soldi per progetti umanitari in Palestina tuttora e continuerò a farlo”, ha dichiarato durante la partecipazione al corteo settimanale pro-Palestina a Sesto San Giovanni. Hannoun ha inoltre annunciato che i suoi legali sono al lavoro per contestare il provvedimento di allontanamento da Milano.

Le accuse a suo carico, che risalgono anche a indagini passate, sono state oggetto di approfondimenti da parte delle autorità italiane, le quali non hanno mai trovato elementi sufficienti per procedere contro di lui. Tuttavia, il presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia è noto per le sue relazioni con leader di Hamas, come Ismail Haniyeh e Khaled Meshaal, e per aver organizzato manifestazioni in Italia in cui sono stati intonati cori pro Hamas e slogan antisemiti in arabo. Questi aspetti hanno alimentato sospetti e segnalazioni da parte di servizi di intelligence israeliani ed europei.

Il contesto di Hamas e le tensioni in Italia

Hamas è un’organizzazione politico-militare palestinese islamista, riconosciuta come gruppo terroristico da numerosi Paesi tra cui Stati Uniti, Unione Europea e Israele. Fondata nel 1987 come braccio operativo dei Fratelli Musulmani in Palestina, Hamas esercita il controllo sulla Striscia di Gaza e ha un doppio profilo: una componente politica che gestisce programmi sociali e un’ala militare, le Brigate Izzedin al-Qassam, che conducono attacchi armati contro Israele.

Negli ultimi anni, le attività di Hamas e il sostegno a questa organizzazione sono diventati un tema delicato anche in Italia. Hannoun, pur dichiarandosi impegnato esclusivamente in progetti umanitari, è stato al centro di controversie per il suo ruolo di imam a Genova e per le iniziative pubbliche che ha promosso, comprese manifestazioni di solidarietà con la causa palestinese. La chiusura di numerosi conti correnti della sua onlus da parte di istituti bancari e operatori di pagamento internazionali è stata motivata da segnalazioni antiriciclaggio e sospetti di collegamenti con soggetti sanzionati.

Nonostante ciò, l’Associazione Palestinesi d’Italia mantiene rapporti con esponenti politici italiani di diverse formazioni, confermando la complessità del quadro politico e sociale che circonda il dibattito sul conflitto israelo-palestinese e sul ruolo di figure come Hannoun nel contesto italiano.

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