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Migranti nei centri in Albania “rintontiti” dai farmaci e portati all’autolesionismo: “Per noi è come una condanna”

Le ispezioni parlamentari nel centro di Gjadër rivelano condizioni critiche: farmaci, autolesionismo e isolamento. Crescono le polemiche sull’accordo Italia-Albania

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Trasferimento di migranti in Albania

Trasferimento di migranti in Albania | Pixabay @BalkansCat - alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Albania, 28 ottobre 2025 – Nel cuore dell’ex base aerea di Gjadër, situata nella prefettura di Alessio, si trova uno dei centri migranti nel mirino di un acceso dibattito politico e sociale. Il centro polifunzionale di Gjadër, inaugurato ufficialmente nel ottobre 2024, ospita richiedenti asilo e persone in attesa di rimpatrio nell’ambito di un controverso accordo tra Italia e Albania. Le recenti ispezioni di parlamentari italiani hanno portato alla luce condizioni drammatiche, con gravi criticità nelle procedure di trattenimento e gestione.

Situazione attuale al centro migranti di Gjadër

La struttura, che può ospitare fino a 880 persone nel Centro di Trattenimento per Richiedenti Asilo (CTRA) e 144 nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), al momento registra una presenza molto inferiore, con solo 25 ospiti su 830 posti disponibili. Secondo le testimonianze raccolte dai deputati Rachele Scarpa (PD), Matteo Orfini (PD) e Riccardo Magi (+Europa) durante un’ispezione a sorpresa, molti migranti risultano “rintontiti dai farmaci” e si sono verificati oltre 30 atti di autolesionismo negli ultimi tre mesi, con 10 tentativi di suicidio nelle due settimane successive a un trasferimento di aprile 2025.

I migranti lamentano l’impossibilità di comunicare con le proprie famiglie e descrivono la permanenza nel centro come una vera e propria condanna. La deputata Rachele Scarpa, la più giovane parlamentare italiana in carica e attiva nelle commissioni Giustizia e Politiche dell’Unione Europea, denuncia la mancanza di trasparenza e la non convalida da parte delle autorità giudiziarie dei provvedimenti di trattenimento, che ha portato al rilascio di molti ospiti e a un numero esiguo di rimpatri effettivi.

Centri per migranti in Albania: critiche politiche e costi gestionali

Il centro di Gjadër è stato allestito sull’ex base militare albanese, con un investimento superiore ai 74 milioni di euro, e la gestione è affidata alla cooperativa Medihospes in regime di proroga. La struttura è descritta dai parlamentari come uno strumento di “pura propaganda” politica, utilizzato per soddisfare le ossessioni dell’attuale governo italiano in materia di immigrazione.

Il deputato Riccardo Magi sottolinea come “il governo trasferisce qui persone a caso, sedate con farmaci come il Rivotril”, evidenziando la gravità delle condizioni di trattenimento. Matteo Orfini aggiunge che “tutte queste operazioni potrebbero essere gestite direttamente dall’Italia, evitando sia sprechi economici sia sofferenze inutili”. I migranti hanno affidato ai parlamentari italiani la loro testimonianza:“Non riusciamo a stare in contatto con le nostre famiglie, qui è come essere condannati, raccontate fuori quello che succede qui dentro”.

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