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L’avvertimento dell’Ue a Google: “Riformi il sistema delle pubblicità o serviranno rimedi”

L'Ue impone a Google una sanzione da 2,95 miliardi per abuso di posizione dominante nella pubblicità online: tutti i dettagli

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L'appello dell'Ue a Google

L'appello dell'Ue a Google | Pixabay @400tmax - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

L’Ue ha inflitto una multa record a Google, condannando l’azienda per pratiche anticoncorrenziali nel settore della pubblicità online. La vicepresidente esecutiva della Commissione, Teresa Ribera, ha denunciato come il colosso tecnologico abbia favorito illegalmente i propri servizi a scapito di concorrenti, inserzionisti ed editori, causando un aumento dei costi per gli inserzionisti e una diminuzione dei ricavi per gli editori.

Google sotto accusa dell’Ue per abuso di posizione dominante

Secondo la Commissione Ue, le pratiche di Google violano le norme europee sulla concorrenza. La multa imposta ammonta a 2,95 miliardi di euro e rappresenta una delle sanzioni più significative inflitte a una big tech negli ultimi anni. Ribera ha sottolineato che l’azienda deve ora presentare un piano concreto per porre fine a queste condotte illegali, pena l’imposizione di ulteriori rimedi da parte dell’Unione.

La vicepresidente ha inoltre ribadito l’importanza di una trasparenza maggiore nella pubblicità online, facendo riferimento al Rulebook digitale e al Digital Services Act (DSA), strumenti legislativi volti a regolamentare il mercato digitale e tutelare la concorrenza.

Verso un intervento globale e un cambio di paradigma

Teresa Ribera ha evidenziato l’esigenza di una soluzione che coinvolga anche gli Stati Uniti, in modo da risolvere il conflitto d’interessi che Google detiene nel mercato transatlantico. Il confronto con la controparte statunitense è stato definito “stretto” e prosegue nel tentativo di raggiungere un accordo che limiti il potere monopolistico della società.

Ribera ha inoltre espresso sostegno alla web tax introdotta da alcuni paesi Ue, definendola un modo legittimo per tassare la ricchezza generata dalle grandi aziende digitali e rafforzare i servizi pubblici. Nel suo intervento, ha ribadito l’impegno della Commissione a preservare la libertà di stampa e a garantire un mercato pubblicitario più equo e competitivo, anche attraverso la possibile frammentazione di Google in diverse entità, come già ipotizzato in alcune interviste.

Google, fondato nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, è il motore di ricerca più utilizzato al mondo e detiene una posizione dominante nel mercato della pubblicità digitale attraverso servizi come Google Ads. La decisione della Commissione europea segna un passo importante nella regolamentazione dei giganti tecnologici per promuovere un sistema più trasparente e competitivo, in linea con le politiche europee di tutela della concorrenza e della sovranità digitale.

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