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Ora solare in arrivo: l’orario preciso in cui spostare le lancette e cosa cambia davvero

Il 26 ottobre 2025 torna l’ora solare: orologi indietro di un’ora, più sonno ma giornate più brevi. Ecco come funziona il cambio e cosa sapere.

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Ora solare in arrivo: l’orario preciso in cui spostare le lancette e cosa cambia davvero

Ora solare in arrivo: l’orario preciso in cui spostare le lancette e cosa cambia davvero - alanews.it

Federico Vico di Federico Vico

Il 26 ottobre 2025 segnerà il ritorno all’ora solare in Italia. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26, alle 3:00 del mattino, le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2:00. Si guadagnerà così un’ora di sonno, ma le giornate appariranno più brevi, con il tramonto anticipato e il buio che calerà già nel tardo pomeriggio. Il passaggio dall’ora legale a quella solare è previsto ogni anno l’ultima domenica di ottobre e, nonostante le discussioni in sede europea, resta regolato dalla Direttiva 2000/84/CE, tuttora in vigore.

Come funziona il ritorno all’ora solare e perché si fa

Il meccanismo del cambio orario segue regole internazionali precise. Durante la notte tra il 25 e il 26 ottobre 2025, quando gli orologi segneranno le 03:00, sarà necessario riportarli alle 02:00, ottenendo così una giornata di 25 ore. La scelta della fascia oraria notturna non è casuale: è quella di minore attività sociale ed economica, utile per ridurre eventuali disagi legati ai trasporti, ai sistemi informatici e alle comunicazioni.

L’obiettivo principale del passaggio all’ora solare è riallineare l’orario umano con il ciclo naturale della luce durante i mesi invernali, quando le giornate si accorciano. In primavera, invece, si tornerà a spostare avanti le lancette, con il ritorno all’ora legale fissato per domenica 30 marzo 2025.

Questo sistema di alternanza tra ora solare e legale è stato introdotto in Italia nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per ridurre i consumi di energia elettrica legati all’illuminazione. Dopo varie sospensioni e modifiche, è diventato stabile dal 1966, rimanendo oggi uno dei pochi strumenti ancora applicati in nome del risparmio energetico, sebbene il suo impatto reale sia sempre più discusso.

Molti studi recenti indicano che i benefici in termini di consumo energetico si sono ridotti con l’evoluzione delle tecnologie e l’uso diffuso di illuminazione a LED. Tuttavia, diversi governi europei continuano a sostenere la misura, evidenziando vantaggi indiretti sul traffico e sulla sincronizzazione delle attività lavorative con la luce naturale.

Effetti del cambio orario su salute, abitudini e dibattito europeo

Il ritorno all’ora solare non influisce solo sulla routine quotidiana ma anche sul benessere psicofisico. Sebbene si guadagni un’ora di sonno, il brusco cambiamento può disturbare il ritmo biologico, causando stanchezza, insonnia, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Il corpo umano impiega in media alcuni giorni per adattarsi al nuovo ciclo luce-buio, e questo può incidere anche sull’umore.

Molte persone lamentano, nelle settimane successive al cambio, un calo di energia e una maggiore malinconia, fenomeno noto come depressione stagionale. La riduzione delle ore di luce, con il tramonto che scende già intorno alle 17:00, contribuisce infatti a una minore produzione di serotonina, l’ormone che regola l’umore. Gli esperti consigliano di esporsi alla luce naturale al mattino, mantenere orari regolari per pasti e sonno e praticare attività fisica leggera per agevolare l’adattamento.

Sul piano politico, il tema del cambio orario resta al centro di un dibattito europeo iniziato nel 2019, quando la Commissione europea propose di abolire l’alternanza semestrale e lasciare agli Stati membri la scelta se adottare in modo permanente l’ora solare o quella legale. Da allora, però, la decisione è rimasta bloccata.

I Paesi del Nord, come Finlandia e Svezia, spingono per mantenere l’ora solare tutto l’anno, poiché meglio allineata al ritmo naturale della luce in inverno. Al contrario, gli Stati dell’area mediterranea – tra cui Spagna, Francia e Italia – preferirebbero mantenere l’ora legale per beneficiare di più luce nelle ore serali, utile per turismo, commercio e vita sociale.

In Italia non è stata ancora presa una posizione definitiva. Il governo segue le direttive europee, mantenendo l’alternanza tra ora legale e ora solare due volte l’anno. Il tema, però, resta aperto, con associazioni e cittadini divisi tra chi invoca una stabilità oraria permanente e chi ritiene ancora utile il sistema attuale.

Intanto, mentre l’Europa discute, resta valida la consuetudine: nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 si torna indietro di un’ora, si dorme un po’ di più e il buio arriverà prima. Un piccolo rituale che segna l’inizio dell’inverno e, per molti, anche il ritorno a un ritmo più lento e naturale.

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