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Fifa: “Città Mondiali 2026 pronte e sicure, rispetteremo tutti i requisiti necessari”

La FIFA ribadisce la fiducia nelle città ospitanti di Stati Uniti, Messico e Canada per il 2026, nonostante le preoccupazioni sollevate da Trump sulla sicurezza nazionale

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FIFA

EPA/MICHAEL BUHOLZER

Redazione di Redazione

Parigi, 15 ottobre 2025 – In vista della fase finale dei Mondiali di calcio 2026, la FIFA ha espresso la sua ferma speranza che tutte le 16 città ospitanti siano pienamente preparate a garantire la sicurezza e il regolare svolgimento delle partite. La competizione si disputerà in tre paesi: Stati Uniti, Messico e Canada.

La posizione della FIFA sulle città ospitanti

Un portavoce della FIFA ha sottolineato l’importanza che le città designate rispettino “tutti i requisiti necessari” per accogliere le partite, confermando così l’impegno dell’organizzazione nel garantire un ambiente sicuro e organizzato per giocatori, tifosi e operatori. Questa dichiarazione arriva dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollevato dubbi riguardo alla sicurezza in alcune città, ipotizzando la possibilità di spostare alcune partite da sedi già confermate come Boston e Los Angeles.

“La sicurezza resta la nostra priorità”

Il portavoce della Fifa ha sottolineato l’importanza della preparazione delle sedi: “Ci auguriamo che tutte le 16 città designate per il torneo siano pronte a ospitare le gare rispettando pienamente i requisiti richiesti. La sicurezza resta la priorità assoluta per tutti gli eventi Fifa a livello mondiale, ma la responsabilità finale spetta ai governi, che decidono cosa sia meglio per la protezione del pubblico”.

Gli Stati Uniti saranno protagonisti della maggior parte delle partite del torneo a 48 squadre, con undici delle 16 sedi localizzate sul territorio statunitense. L’evento è previsto dall’11 giugno al 19 luglio 2026.

Ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Gianni Infantino, presidente della Fifa, sarebbe favorevole a spostare alcune partite in altre città nel caso in cui sorgessero problemi di sicurezza in alcune delle città statunitensi ospitanti. Trump aveva già ipotizzato una simile misura come parte della sua strategia nei confronti di alcune città governate dai democratici.

Il contesto politico e la sicurezza negli Stati Uniti

Negli ultimi mesi, Trump ha assunto posizioni forti riguardo alla sicurezza interna degli Stati Uniti. In un recente discorso rivolto ai vertici militari, ha definito la necessità di combattere un “nemico interno”, riferendosi a problematiche come la migrazione, la criminalità e la “sinistra radicale”. Trump ha anche ribadito il potenziamento delle forze armate e la preparazione dell’arsenale nucleare americano, pur auspicando di non doverlo mai utilizzare.

Queste tensioni interne hanno alimentato le preoccupazioni riguardanti la sicurezza nelle città statunitensi designate per i Mondiali. Tuttavia, la FIFA ha ribadito di confidare nell’efficace preparazione delle città ospitanti, auspicando che tutti i requisiti di sicurezza siano pienamente soddisfatti per garantire un evento senza incidenti.

Il Mondiale 2026 si prospetta quindi come una sfida non solo sportiva ma anche organizzativa, in un clima internazionale e nazionale particolarmente complesso.

Potrebbe interessarti anche questo articolo: Fifa esclude l’espansione a 64 squadre per il Mondiale 2030: “Nessun piano ufficiale”

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