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Violenza jihadista in Mozambico: incendiata una chiesa, tre morti, rapiti undici bambini

Nuova escalation di violenza jihadista nella provincia di Cabo Delgado: attacchi rivendicati dall’Isis colpiscono civili e infrastrutture, aggravando la crisi umanitaria

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Violenza jihadista in Mozambico: incendiata una chiesa, tre morti, rapiti undici bambini

Violenza jihadista in Mozambico: incendiata una chiesa, tre morti, rapiti undici bambini

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Cabo Delgado, Mozambico, 11 ottobre 2025 – Una nuova ondata di violenza jihadista ha colpito il nord del Mozambico, lasciando un tragico bilancio di tre morti, una chiesa incendiata e undici bambini rapiti. Gli attacchi, avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì, sono stati rivendicati da miliziani affiliati al sedicente Stato Islamico e hanno interessato i distretti di Nangade e Palma, nella provincia di Cabo Delgado. Questa regione è teatro da oltre otto anni di un conflitto che ha già causato più di 6.200 vittime e oltre 1,3 milioni di sfollati, secondo quanto riportato dall’Osservatore Romano.

L’attacco e il rapimento dei bambini

La chiesa incendiata si trovava a Nangade, dove gli assalitori hanno ucciso due civili e dato fuoco a numerose abitazioni e botteghe. Poco dopo, a Palma, città strategica per la presenza di un importante progetto di gas naturale liquefatto gestito dal gruppo francese TotalEnergies, un gruppo di circa quindici uomini ha attaccato almeno quattro abitazioni. Qui è stata uccisa una persona e rapiti undici minori – sette bambine e quattro adolescenti – prima che i miliziani si dileguassero nella notte. Questo rappresenta il primo assalto a Palma dal 2021, quando un attacco su larga scala aveva provocato oltre 800 morti e costretto la sospensione dei lavori nel terminal di Afungi, ora in fase di riavvio. Analisti locali suggeriscono che la nuova offensiva sia collegata proprio alla ripresa del progetto energetico, che i ribelli intendono ostacolare per dimostrare l’instabilità della regione.

La maledizione delle risorse naturali e il conflitto in Mozambico

La provincia di Cabo Delgado, a maggioranza musulmana e una delle più povere del Mozambico, è al centro di un conflitto complesso che unisce motivazioni jihadiste, tensioni sociali e interessi economici legati allo sfruttamento delle risorse naturali. Il Mozambico ospita la più grande miniera di rubini al mondo a Montepuez, detiene il 7% delle riserve mondiali di grafite, fondamentale per l’industria delle auto elettriche, e possiede circa 85 mila miliardi di piedi cubi di gas naturale. Nonostante queste ricchezze, il paese rimane uno dei più poveri al mondo. Nel 2025 oltre 110.000 persone sono già state sfollate a causa degli scontri, con un picco di 22.000 sfollati registrati solo nella settimana di settembre.

Questi eventi confermano la persistenza di una crisi umanitaria e di sicurezza che continua a destabilizzare il nord del Mozambico, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione.

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