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Milano, arresti domiciliari e stop alla scuola per 17enni dopo gli scontri

Il Tribunale di Milano impone misure restrittive a due studenti del liceo Carducci dopo i disordini alla Stazione Centrale tra polemiche sulla tutela dei minori

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Riccardo Sciannimanico di Riccardo Sciannimanico

Mi chiamo Riccardo Sciannimanico e sono nato a Pavia nel 1996. Sono un aspirante giornalista e da aprile 2024 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale realizzo video e articoli ripresi anche dai principali editori italiani e stranieri. Sono appassionato di cinema e storytelling, ambito nel quale mi sono formato per massimizzare la resa nel mio lavoro

Milano, 25 settembre 2025 – Il Tribunale di Milano ha disposto misure restrittive nei confronti di due minorenni coinvolti negli scontri avvenuti alla Stazione Centrale lo scorso 22 settembre, dopo un corteo di solidarietà con la Palestina. I due ragazzi, entrambi diciassettenni, erano inizialmente detenuti presso il Carcere Minorile Beccaria di Milano e ora sono sottoposti agli arresti domiciliari con il divieto di frequentare la scuola.

Provvedimenti cautelari per i minorenni coinvolti negli scontri

immagine

Il provvedimento adottato dal Tribunale riguarda due studenti del liceo classico Carducci, accusati di danneggiamento e resistenza aggravata durante le violente contestazioni che hanno causato disordini e danni alla struttura della Stazione Centrale. La decisione, firmata dal giudice per le indagini preliminari, ha suscitato critiche da parte della difesa. L’avvocato Mirko Mazzali ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento, sottolineando che il giudice non ha considerato elementi fondamentali come un video prodotto dalla difesa e la situazione personale e familiare dei ragazzi.

L’avvocato Guido Guella ha poi evidenziato la mancanza di un confronto diretto con i genitori dei minori, che non sono stati ammessi in aula durante l’udienza. Per Guella, questa esclusione rischia di interrompere il normale percorso educativo dei giovani studenti, una contraddizione significativa in un contesto in cui la scuola è spesso considerata uno strumento fondamentale per affrontare il disagio giovanile.

Contesto e riflessi più ampi

Il caso milanese si inserisce in un clima di crescente tensione legato a manifestazioni di solidarietà con la Palestina, tema che ha acceso numerose proteste e, in alcuni casi, degenerato in scontri nel territorio nazionale. Analogamente, a livello internazionale, la situazione resta volatile; in Francia, ad esempio, si sono registrate diverse notti di violenze e arresti durante proteste legate all’uccisione di un giovane, con un significativo coinvolgimento di minori tra i fermati.

In Lombardia e in particolare nel capoluogo meneghino, episodi di violenza giovanile non sono isolati: solo poche settimane fa, a Gallarate, un uomo è stato vittima di una violenta rapina da parte di minorenni, con prognosi di trenta giorni per le gravi lesioni riportate.

Il Tribunale di Milano, che ha sede nel monumentale Palazzo di Giustizia di via Freguglia, continua a essere al centro di delicate questioni legali che riguardano la gestione dell’ordine pubblico e la tutela dei diritti dei minori, in un contesto sociale complesso e in evoluzione.

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