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Ilaria Salis, Commissione Juri respinge revoca immunità: “Mi difenderà da Orban”

La Commissione Affari giuridici dell’Eurocamera respinge la richiesta ungherese contro Ilaria Salis: ora il voto finale sulla sua immunità passa all’esame della Plenaria

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Ilaria Salis mentre parla con un microfono in mano

Ilaria Salis | Shutterstock

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Bruxelles, 23 settembre 2025 – La Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo (Juri) ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità parlamentare avanzata dal governo ungherese nei confronti dell’eurodeputata italiana Ilaria Salis, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). La decisione, adottata il 23 settembre, rappresenta un importante riconoscimento della tutela della rappresentanza parlamentare e solleva questioni rilevanti sulla situazione dello Stato di diritto in Ungheria.

Ilaria Salis: “Conferma violazione dello Stato di diritto in Ungheria”

Gli avvocati di Ilaria Salis, Eugenio Losco e Mauro Straini, hanno commentato che la Commissione ha correttamente valutato la normativa sull’immunità parlamentare, evidenziando come non fossero presenti le condizioni per un processo giusto in Ungheria. La decisione tiene conto di dati oggettivi e delle problematiche legate alla violazione dello Stato di diritto nel Paese guidato dal primo ministro Viktor Orbán. Il caso Salis, infatti, nasce da un arresto avvenuto nel febbraio 2023 a Budapest, dove l’eurodeputata era accusata di aver aggredito militanti neonazisti, ma si è sempre dichiarata innocente, denunciando condizioni di detenzione considerate “degradanti e inumane” da organismi internazionali.

La vicenda ha suscitato ampio dibattito anche a livello europeo e nazionale, con il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e vari ministri italiani che hanno espresso preoccupazione per il rispetto dei diritti fondamentali in Ungheria. La Corte d’appello di Milano ha inoltre negato l’estradizione di un coimputato italiano, citando una risoluzione del Parlamento Europeo che evidenzia criticità sul sistema giudiziario ungherese.

Ilaria Salis
Ilaria Salis | alanews.it

Reazioni politiche e prossimi passi

Ilaria Salis ha dichiarato da Bruxelles che la difesa della sua immunità non è un tentativo di sottrarsi alla giustizia, bensì una protezione contro una persecuzione politica del regime di Orbán. Ha ribadito la propria disponibilità a sottoporsi a eventuali procedimenti in Italia, sottolineando l’importanza della tutela parlamentare per garantire indipendenza e democrazia.

Il voto della Commissione Juri è stato definito da Salis un “segnale importante e positivo” in vista della plenaria di ottobre, quando il Parlamento Europeo pronuncerà la decisione definitiva. Roberto Salis, padre dell’eurodeputata, ha espresso soddisfazione per l’esito del voto preliminare, auspicando conferma da parte dell’assemblea plenaria.

Dal fronte opposto, il leader della Lega Matteo Salvini ha criticato la decisione, affermando su X che “chi sbaglia non paga”, accompagnando il suo commento con una foto di Salis e la scritta “Vergogna, vergogna, vergogna. Poltrona salva, dignità persa”.

La vicenda di Ilaria Salis, europarlamentare eletta nel 2024 con quasi 180mila preferenze, resta dunque al centro di un acceso confronto politico e giuridico, che riguarda non solo la sua situazione personale ma anche la più ampia questione dei diritti democratici e dello Stato di diritto in Ungheria.

Cucchi su Salis: “Con Orbán processo farsa, esito già scritto”

La senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, è intervenuta con un post sui social dopo il voto della commissione Affari giuridici del Parlamento europeo (Juri), che ha respinto la richiesta dell’Ungheria di processare Ilaria Salis.

Cucchi ha attaccato la destra italiana, accusandola di diffondere propaganda: “Oggi daranno fiato alle trombe raccontando che chi sbaglia non paga mai, che l’Unione europea è un complotto della sinistra e altre storie che sarebbero persino comiche, se non fosse che queste persone sono pagate con i soldi dei cittadini per servire il bene comune”.

Secondo la senatrice, il voto di Juri – sostenuto non solo da esponenti progressisti – dimostra che a Budapest, sotto il governo di Viktor Orbán, “un processo contro Salis sarebbe stato una farsa, con un esito già scritto”, perché in Ungheria “lo Stato di diritto non esiste”.

Con toni ironici, Cucchi ha poi immaginato il premier ungherese al telefono con Giorgia Meloni e Matteo Salvini “a lamentarsi per la decisione”, auspicando di sentirne presto l’opinione “magari sulle pastarelle, in diretta televisiva”. Il messaggio si chiude con un pensiero rivolto a Ilaria Salis: “Un abbraccio a lei”.

 

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