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Armani, addio allo stilista: riservatezza, affetti e il saluto della città

Dalla polmonite ai problemi al fegato: Armani ha sorriso fino all’ultimo pensando allo show dei 50 anni di carriera. Sabato e domenica camera ardente a Milano.

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Armani e il suo rapporto con le celebrities@ANSA

Armani e il suo rapporto con le celebrities@ANSA

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Nato a Bologna nel 1996 è un giornalista specializzato in informazione digitale. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ha iniziato a collaborare con alcune redazioni online occupandosi di cronaca e attualità. Negli ultimi anni ha concentrato il suo lavoro sul giornalismo web, seguendo l’evoluzione dei nuovi media e delle piattaforme digitali. Oggi cura contenuti, interviste e approfondimenti per testate e format che puntano a raccontare la realtà con un linguaggio fresco ma affidabile.

Milano, 6 settembre 2025 – Sono giorni di silenzio e raccolta commozione in via Borgonuovo, nel cuore di Milano, dove si è spento Giorgio Armani, uno degli stilisti più influenti della moda italiana e mondiale. Dopo una lunga battaglia contro un’insufficienza epatica aggravata da una broncopolmonite virale, Armani ha affrontato gli ultimi momenti circondato dall’affetto della famiglia e dei più stretti collaboratori.

Gli ultimi giorni di Giorgio Armani: un addio discreto e pieno di dignità

Il celebre stilista, nato a Piacenza nel 1934, aveva da poco celebrato i 50 anni di carriera con un grande evento programmato per il 28 settembre a Palazzo Brera, a Milano. Nonostante le condizioni di salute peggiorate, martedì scorso è riuscito ancora a sorridere, seguendo con attenzione i preparativi dello show e approvando gli allestimenti con il consueto rigore. La sua volontà di mantenere riservatezza e controllo si è riflessa anche nelle disposizioni per il funerale: bara chiusa e nessuna foto senza autorizzazione, un segno della sua intransigenza e del rispetto per la propria immagine, sempre curata nei minimi dettagli.

Dopo la convalescenza di giugno, durante la quale era stato ricoverato all’ospedale della Madonnina, Armani aveva recuperato forza, partecipando a eventi come la presentazione delle divise EA7 per le Olimpiadi di Cortina. Tuttavia, le complicazioni al fegato, una patologia nota da oltre quindici anni, hanno reso impossibile proseguire, imponendo un lento e doloroso declino. Nei giorni trascorsi nel suo appartamento milanese, ha trovato conforto nella presenza costante di Leo Dell’Orco, suo compagno di vita e braccio destro da oltre 40 anni, della sorella Rosanna, dei nipoti Silvana e Roberta e di una cerchia ristretta di collaboratori storici come Paul Lucchesi.

La famiglia, il lavoro e l’eredità di un maestro della moda

L’intimità degli ultimi giorni di Armani rifletteva la sua vita: riservata ma profondamente legata alla famiglia e al lavoro. La sorella Rosanna, musa e partner negli anni cruciali della sua carriera, e le nipoti, oggi protagoniste nel brand, sono state al suo fianco con discrezione. Leo Dell’Orco, che ha condiviso con lui non solo il percorso professionale ma anche quello umano, continua a rappresentare un punto di riferimento per la casa di moda.

L’ultima firma di Armani rimane lo spettacolo celebrativo dei 50 anni di attività, evento che si terrà come previsto e che vedrà la partecipazione di cinquecento ospiti tra attori, stilisti e amici da tutto il mondo. Sarà un tributo esemplare a un uomo che ha rivoluzionato il concetto di eleganza, introducendo un nuovo modo di vestire che ha segnato indelebilmente la moda globale.

Camera ardente e funerali: il silenzio di Milano omaggia un gigante

Da oggi e fino a domenica, la camera ardente è aperta al pubblico nel teatro di via Bergognone, luogo simbolo della sua moda, dove amici, colleghi e cittadini potranno rendergli omaggio. I dipendenti avranno un ingresso prioritario, memoria di una sorpresa organizzata un anno fa per i 90 anni dello stilista, mentre il pubblico accederà da un ingresso dedicato in via Bugatti.

I funerali, previsti per lunedì in forma strettamente privata, si svolgeranno in un luogo non reso pubblico, probabilmente nella sua residenza di Villa Rosa a Broni, nell’Oltrepò Pavese, un rifugio che amava per la sua natura incontaminata. In segno di lutto, tutti i negozi Giorgio Armani rimarranno chiusi nel giorno della cerimonia.

Milano si prepara a un ultimo saluto sobrio e rispettoso, all’insegna del silenzio che Armani ha sempre voluto, lasciando che fossero le sue creazioni a raccontare la sua storia e la sua straordinaria eredità nel mondo della moda.

Il Comune di Milano ha proclamato per lunedì una giornata di lutto cittadino in coincidenza con i funerali di Giorgio Armani, che si svolgeranno in forma privata. In tutte le sedi comunali le bandiere saranno esposte a mezz’asta e l’amministrazione ha invitato cittadini, associazioni, realtà culturali e produttive a manifestare, nelle forme ritenute più appropriate, il cordoglio e l’abbraccio dell’intera comunità. Nella camera ardente allestita in via Bergognone 59 è stato collocato anche il Gonfalone civico, simbolo della città.

L’omaggio delle istituzioni

Tra le prime testimonianze di vicinanza spicca quella della senatrice a vita Liliana Segre, che ha ricordato Armani come un “maestro di eleganza, generosità e grande umanità”, esprimendo affetto alla nipote Roberta e a tutta la famiglia.

Il ricordo del mondo imprenditoriale

All’Armani Teatro di Milano è arrivato anche Matteo Marzotto, presidente di MinervaHub, che ha voluto rendere omaggio allo stilista sottolineandone la statura di imprenditore: “Era un galantuomo atipico, sempre affettuoso, un uomo che conosceva profondamente i processi e l’industria. Per cinquant’anni è riuscito a fare bene, rinnovandosi costantemente. Rimane un esempio per chiunque lavori in questo settore”. Marzotto ha inoltre ricordato con gratitudine la gentilezza che Armani ebbe sia con lui sia con sua madre, Marta Marzotto.

Il legame con lo sport

Numerosi messaggi sono arrivati anche dal mondo sportivo. Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ha parlato di Armani come di una “icona riconosciuta” che ha dato allo sport italiano “uno stile inconfondibile, rendendoci i più invidiati al mondo”. Alla camera ardente si è presentato anche Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, che lo ha descritto come “straordinario per classe, sensibilità, umanità e amore per il basket”, ricordandolo con profonda emozione.

Il tributo della città

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha confermato la volontà di onorare in modo permanente la memoria dello stilista, dichiarandosi favorevole all’iscrizione del suo nome al Famedio, il luogo dedicato ai milanesi illustri. Una decisione che sarà valutata da una commissione, ma che verrà presa solo con il consenso della famiglia.

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