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Palestina, tra conflitto e occasioni mancate: la difficile strada verso lo Stato

Dopo la recente occupazione di Gaza City e di ampliare gli insediamenti in Cisgiordania da parte di Israele, sembra ormai tramontata l'ipotesi dei due Stati

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Bandiera della Palestina

Bandiera della Palestina | Alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Gerusalemme, 22 agosto 2025 – La storia della Palestina si intreccia da oltre un secolo con conflitti, speranze deluse e mancate opportunità politiche, in uno scenario in cui il progetto israeliano ha progressivamente eroso i diritti palestinesi, mentre la comunità palestinese si è resa incapace di fermare l’espansione di Israele o di convivere pacificamente con esso. Il confronto tra la chiara visione del sionismo e l’assenza di una leadership palestinese univoca ha segnato il destino di entrambe le popolazioni.

Le radici storiche del conflitto e le origini dello Stato palestinese

Il 1917 rappresenta una data cruciale con la Dichiarazione Balfour, in cui il governo britannico promise agli ebrei una “casa nazionale” in Palestina. Nel 1947, l’ONU propose la creazione di due Stati, ebraico e arabo, ma i palestinesi, privi di un rappresentante politico forte e di istituzioni funzionanti, rifiutarono la partizione. La conseguente guerra portò all’occupazione della Cisgiordania da parte della Giordania e della Striscia di Gaza dall’Egitto, mentre Israele consolidava la propria indipendenza nel 1948. La nascita dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) nel 1964 sancì la nascita di un’identità nazionale palestinese, con obiettivi inizialmente rivolti alla liberazione armata della Palestina e al rifiuto dello Stato ebraico.

Dopo la sconfitta araba nella guerra del 1967, l’OLP assunse una posizione di rappresentanza esclusiva dei palestinesi, evolvendo poi verso un riconoscimento formale dello Stato di Israele nel 1993, sebbene senza aggiornare il proprio statuto. Nel frattempo, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania si moltiplicavano, complicando ulteriormente le possibilità di una soluzione pacifica.

Hamas e la divisione palestinese: una realtà complessa e frammentata

La creazione di Hamas nel 1987, braccio politico-militare dei Fratelli Musulmani in Palestina, segnò il ritorno alla lotta armata contro Israele, rifiutando gli accordi di Oslo e la convivenza pacifica. Hamas, che governa la Striscia di Gaza dal 2007 dopo uno scontro armato con Fatah, ha una doppia natura: da un lato un’organizzazione politica con programmi sociali e dall’altro un gruppo militare con le Brigate Izzeddin al-Qassam, ritenuto terrorista da molti Paesi occidentali.

L’attacco del 7 ottobre 2023, il più devastante dalla guerra del 1948, ha ulteriormente esacerbato il conflitto. Hamas ha ucciso circa 1.200 persone in Israele e preso decine di ostaggi, provocando una guerra che vede Israele impegnata in pesanti bombardamenti e un assedio totale della Striscia di Gaza, con conseguenze umanitarie gravissime. Nonostante l’uccisione del leader politico Ismail Haniyeh nel 2024, il gruppo rimane ben radicato sul territorio.

La situazione attuale tra Palestina e Israele: territori, politica e prospettive

Oggi, lo Stato di Palestina rivendica la sovranità su Cisgiordania e Striscia di Gaza, con Gerusalemme Est indicata come capitale de iure, mentre Ramallah svolge il ruolo di centro amministrativo de facto. La popolazione palestinese supera i 5 milioni, con condizioni economiche critiche aggravate dal blocco israeliano e dalle limitazioni alla circolazione di beni e persone.

Israele, con una popolazione di circa 10 milioni, mantiene il controllo militare su larga parte della Cisgiordania e continua a espandere insediamenti in Cisgiordania e Gaza considerati illegali dalla comunità internazionale. La capitale è Gerusalemme, sebbene non riconosciuta universalmente come tale; il Paese è una repubblica parlamentare con un’economia avanzata, particolarmente nel settore dell’alta tecnologia.

Gli accordi di Oslo del 1993 e successive iniziative avevano rappresentato un barlume di speranza creando un’amministrazione civile palestinese, ma non hanno portato alla nascita di uno Stato palestinese pienamente sovrano. La doppia leadership palestinese tra Fatah in Cisgiordania e Hamas a Gaza, insieme alla continua espansione degli insediamenti israeliani e ai frequenti episodi di violenza, mantengono il conflitto in una situazione di stallo.

Le sfide per la pace restano enormi, con la storia che ha mostrato come guerre, mancate intese e divisioni interne abbiano più volte vanificato ogni tentativo di soluzione duratura, lasciando la Palestina come uno Stato “fantasma” in un conflitto che continua a segnare profondamente il Medio Oriente e il mondo intero.

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