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Libertà vigilata negata a Erik Menendez: “Resta un rischio per la società”

La commissione di Los Angeles respinge la richiesta dopo aver valutato rischi per la società e infrazioni disciplinari commesse in carcere dal detenuto

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Colpo di scena nel caso dei fratelli Menendez

I fratelli Menendez @Wikimedia Commons

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Los Angeles, 22 agosto 2025 – Erik Menendez dovrà rimanere in carcere. La commissione di sorveglianza della contea di Los Angeles ha infatti respinto la sua richiesta di libertà vigilata dopo oltre 35 anni di detenzione per l’omicidio dei genitori, commesso nell’agosto del 1989 nella villa di famiglia a Beverly Hills.

Negata la libertà vigilata a Erik Menendez

Durante un’udienza durata tutto il giorno, i commissari hanno valutato che Menendez rappresenta ancora un “rischio per la società”, soprattutto a causa della sua condotta carceraria. Nonostante i tentativi del 53enne, collegato in videoconferenza dal carcere di San Diego, di dimostrare un cambiamento attraverso la fede, la sobrietà e l’impegno nel supporto ai detenuti più anziani, la commissione ha evidenziato diverse infrazioni commesse in prigione. Tra queste figurano l’uso improprio del cellulare, collaborazioni con bande, traffico di droga, violazioni disciplinari e persino uno schema di frode fiscale. A sostegno di Erik sono intervenuti più di dieci parenti, inclusa la zia Teresita Menendez-Baralt, malata di cancro, che ha dichiarato di avergli perdonato e di volerlo accogliere in casa.

Il contesto del caso e le prospettive future

Erik e Lyle Menendez furono condannati all’ergastolo senza condizionale nel 1996 per l’omicidio volontario dei genitori José e Kitty, avvenuto nell’agosto 1989. Secondo l’accusa, i fratelli avrebbero agito per ottenere l’eredità milionaria del padre, noto dirigente dell’industria discografica. La difesa, invece, ha sempre sostenuto che il gesto fosse la conseguenza di anni di abusi sessuali e violenze psicologiche subite dai genitori.

Lo scorso maggio la condanna è stata ridotta a 50 anni, poiché all’epoca del crimine i fratelli avevano meno di 26 anni, rendendoli così eleggibili per la libertà vigilata. Tuttavia, il parere negativo del Board of Parole Hearings ha bloccato la scarcerazione di Erik. Solo tra tre anni i suoi difensori potranno presentare una nuova richiesta. Intanto, venerdì sarà il turno del fratello maggiore Lyle Menendez di comparire davanti alla stessa corte per la propria udienza.

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