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Delitto di Garlasco, l’alibi di Andrea Sempio vacilla: ecco perché lo scontrino non basta più come prova

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Andrea Sempio è indagato per il delitto di Garlasco da marzo 2025

Andrea Sempio | fotogramma Mediaset - Alanews.it

Redazione di Redazione

Questo documento, che in passato era considerato un elemento chiave a favore della sua versione dei fatti, appare sempre più fragile agli occhi degli inquirenti

Il caso del delitto di Garlasco continua a suscitare interesse e dibattito, specialmente alla luce delle recenti scoperte che mettono in discussione l’alibi di Andrea Sempio. Da quasi due decenni, Sempio sostiene la sua innocenza, ma ora si trova a fronteggiare nuove incongruenze riguardanti lo scontrino di un parcheggio emesso il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. Questo documento, che in passato era considerato un elemento chiave a favore della sua versione dei fatti, appare sempre più fragile agli occhi degli inquirenti.

L’alibi di Andrea Sempio sotto esame

Il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio, Sempio dichiarò di aver lasciato Garlasco per recarsi a Vigevano, dove avrebbe visitato una libreria. Secondo la sua ricostruzione, il biglietto del parcheggio, emesso alle 10:18, confermerebbe la sua presenza a Vigevano, escludendolo così dalla scena del crimine. Tuttavia, le recenti indagini hanno sollevato dubbi non solo sul momento del ritrovamento del ticket, ma anche sul contesto in cui è stato conservato.

Il biglietto fu consegnato agli inquirenti nell’ottobre del 2008, durante il secondo interrogatorio di Sempio. La madre di Andrea, Daniela Ferrari, ha sempre affermato di aver custodito il tagliando per via della gravità della situazione. Tuttavia, le versioni di Sempio e del padre sul ritrovamento dello scontrino presentano contraddizioni significative. Il padre sostiene di aver trovato il ticket una settimana dopo l’omicidio, mentre Sempio ha dichiarato nel 2017 che il biglietto era stato scoperto solo dopo il secondo interrogatorio. Questa discordanza ha attirato l’attenzione degli investigatori, che ora si interrogano sulla verità di queste affermazioni.

Messaggi e tempistiche sospette

A complicare ulteriormente la situazione ci sono i messaggi inviati da Daniela Ferrari a un amico, Antonio, ex vigile del fuoco, tra la sera del 12 agosto e la mattina dell’omicidio. I tabulati telefonici attestano che la madre di Sempio ha inviato diversi sms tra le 9:00 e le 10:00 del 13 agosto, sollevando interrogativi sui suoi spostamenti in quel giorno cruciale. Secondo quanto dichiarato, Daniela si sarebbe recata a Gambolò per fare la spesa, ma il suo rientro a casa sarebbe avvenuto solo poco prima delle 10:00, un dettaglio che contrasta con le tempistiche fornite da Andrea.

Le indagini ora si concentrano su un possibile coinvolgimento della madre nel prelievo dello scontrino. Gli investigatori hanno notato che Sempio ebbe contatti telefonici con amici tra le 9:58 e le 12:18, ma i dati di geolocalizzazione indicano che il suo cellulare era agganciato a celle di Garlasco, suggerendo che potesse trovarsi nei pressi della casa di Chiara Poggi al momento dell’omicidio. Antonio, ascoltato dagli inquirenti, ha dichiarato di non ricordare dettagli specifici legati ai messaggi, mentre il silenzio di Daniela Ferrari, che ha invocato la facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio, ha alimentato ulteriori sospetti.

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